Archive for the 'Uncategorized' Category

Se anche Marx va a Detroit e Adam Smith a Pechino, Giulio…

Nov 16 2009 Published by Mario Sechi under Uncategorized

Quando sei vittima di un tragico errore (il comunismo) non puoi far altro che coniare un proverbio così: «La povertà è la madre dei reati».

La storia però spesso corregge la rotta dei popoli e per i cinesi sembra avverarsi quanto scriveva Adam Smith: «Un commercio estero più esteso, che aggiungesse a questo grande mercato interno il mercato estero di tutto il resto del mondo, specie nel caso che una parte considerevole di questo commercio fosse svolta da navi cinesi, non potrebbe mancare di sviluppare moltis­simo le manifatture della Cina e di migliorare in grande misura le capacità produttive della sua attività manifatturiera. Con una navigazione più estesa, i cinesi imparerebbero naturalmente l’arte di usare e di costruire da sè tutte le diverse macchine che si usano negli altri paesi, oltre agli altri progressi dell’arte e dell’attività produttiva che sono praticati in tutte le diverse parti del mondo. Con il loro indirizzo attuale, essi hanno poche pos­sibilità di migliorare se stessi con l’esempio di qualche altra nazione, tranne che con quello del Giappone». Nel remotis­simo Settecento, uno dei padri della scienza economica (già vediamo sogghignar Tremonti di fronte alla parola «scienza») vedeva limpidamente il tragitto dell’Impero Celeste, quel futuro che oggi entra nelle nostre case con i prodotti «made in China» e nei nostri incubi con la concorrenza sul commercio e la manifattura. Leggiamo la frase a pagina 72 del libro «Adam Smith a Pechino», l’autore è Giovanni Arrighi, profes­sore di sociologia alla Johns Hopkins University. Libro affascinante dove Marx si trasferisce a Detroit, Smith va a Pechino e la nuova era asiatica si traduce nell’ascesa inarrestabile della Cina. In quanto sociologo e non economista, l’Arrighi non dovrebbe essere del tutto indigesto al Tremonti. Lui, gli economisti li disprezza.

Qualche settimana fa, quando il governatore di Bankitalia Draghi commentando il crollo dei mercati disse con disapprovazione che «si è aperta la caccia al colpevole. Si sognano pogrom degli economisti», tutti i cronisti hanno pensato al maghetto Giulietto. Detto questo, il ministro è un robusto lettore di testi apocalittici e disintegrati, il suo libro «La Paura e la Speranza» (più paura che speranza) è frutto di frequentazioni letterarie eccentriche e per dare una robusta spiegazione alla sua trasformazione cinese il nostro avrà bisogno di un manifesto pronto per l’uso. Basterà pas­sare da Adam Smith a Pechino a Mao-Tremonti.

© Libero

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Il futuro di Pd e Pdl nel patto dell’orecchietta

Aug 13 2009 Published by Mario Sechi under Uncategorized

Patti e piatti sono il menù della politica italiana. Si pos­sono consumare e rompere. Ordinare e poi rispedire allo chef. Dopo il patto della crostata, tocca a quello dell’orecchietta, che in questi giorni si cucina in Puglia. Appartiene alla categoria dei menù turistici a prezzo variabile. Turistico, perché l’agenzia di viaggi della politica ha spedito in vacanza nello stesso posto Mas­simo D’Alema, Pierluigi Bersani, Nichi Vendola, Gaetano Quagliariello, Raffaele Fitto, Rocco Buttiglione, Pier Ferdinando Casini. A prezzo variabile perché il conto non è quello indicato nel menù, è una ricevuta che si stacca dopo le elezioni regionali nel 2010.
Il caso vuole che in Puglia s’incrocino i destini della politica nazionale. In gioco non c’è solo la candidatura di Nichi Vendola alla guida della Regione, ma il destino stesso della sinistra e in buona parte anche del PdL. Al centro delle manovre, manco a dirlo, c’è il partito di Casini. L’Udc non vuole un accordo blindato con il PdL in tutta l’Italia, cerca di cogliere l’occasione di fiore in fiore. E la Puglia è tra quei fiori. Sembrava tutto fatto, la strada spianata, il patto dell’orecchietta tra Pd e Udc già consumato. Sembrava l’avvio della campagna militare dalemiana, conquistare Bari per espugnare Roma. Sembrava. Perché a un certo punto dalla pancia degli ex Dc è emerso un brontolìo antico, un rumore sordo, quel che in politica chiamano un “segnale” destinato all’altra parte: «Cercate di metterci in difficoltà, create le condizioni per evitare di farci andare con il Pd». Ecco allora il ministro Raffaele Fitto e Casini incontrarsi al villaggio Alimini. Dialogo naturalmente fitto. Ecco Gaetano Quagliariello indos­sare il cappello da esploratore per cercare un candidato del PdL vincente per le regionali. «Occorre un profilo moderato» dice lo sherpa di Berlusconi. L’Udc batte un colpo con Rocco Buttiglione: la distanza tra noi e la sinistra è enorme soprattutto sulla visione d’insieme e sui valori. Appuntatevi l’ultima parola, “valori”, poi scorrete la bio­grafia di Buttiglione e infine date uno sguardo a quella di Vendola. Mondi in collisione.
Anche queste sono scosse baresi. In discus­sione non c’è solo la posizione, il futuro di Vendola, ma il progetto a trazione integrale di D’Alema, la lunga marcia verso la maggioranza, uno schieramento largo che parte dall’Udc e arriva fino a Sinistra e Libertà. Ecco, Vendola. È lui il tema, è lui il problema. Il tema perché i sondaggi lo danno come il più forte del suo schieramento, il problema perché Nichi è naturalmente eccentrico rispetto al centro casiniano, fonte di dubbi e tormenti per i cattolici, bersaglio grosso per l’Italia dei Valori, partito-alfiere dei pubblici ministeri.
Così il semplice giro di boa pugliese di D’Alema è diventato più faticoso della Coppa America. Perché o Vendola è candidato o non è. Se non viene pre­sentato alla guida della Regione Puglia è politicamente archiviato lui, compromesso il lancio del razzo sperimentale del centrosinistra a più stadi.
E il PdL? È spiaggiato in Puglia, pre­sidia l’arenile e prova a tes­sere la trama di un nuovo inizio con i centristi. Non impos­sibile. Non semplice. «Nel 2010 sei, sette regioni saranno in bilico, almeno tre dobbiamo vincerle tra Piemonte, Liguria, Marche, Puglia, Campania, Lazio, Calabria. E al sud la Lega a questo gioco ci deve stare», dice uno che nel centrodestra pensa e fa. Problemi ai fornelli. La Lega sente il profumo del patto dell’orecchietta e si pre­para a dire che il menù è indigesto. Dice Giampaolo Dozzo, parlamentare trevigiano del Carroccio, per l’occasione oracolo e astronomo: «Ho guardato le stelle cadenti stanotte e ho espresso un desiderio: possa la Lega correre da sola alla pros­sima tornata elettorale in Veneto». Scruta le stelle Dozzo, vede avvicinarsi alla costellazione del Carroccio, quella della Balena Bianca. Scruta le stelle e vede il big bang.

© Libero

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American Casino

May 21 2009 Published by Mario Sechi under Uncategorized

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Vaticano Spa

May 14 2009 Published by Mario Sechi under Uncategorized

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Un grande libro-inchiesta dell’amico Gianluigi Nuzzi. L’anticipazione di Vaticano Spa su Panorama domani in edicola. Il libro, edito da Chiarelettere, racconta gli intrecci finanziari e politici della Santa Sede grazie ai documenti conservati in un archivio segreto custodito da un monsignore.

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Buon Natale

Dec 24 2008 Published by Mario Sechi under Uncategorized

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Che donna!

Sep 04 2008 Published by Mario Sechi under Uncategorized


Ecco il discorso di Sarah Palin alla convention repubblicana.

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Realisti-idealisti

Sep 02 2008 Published by Mario Sechi under Uncategorized

Primo indirizzo a cui bus­sare nei pros­simi giorni, quello del website della convention repubblicana. La pagina personale di John McCain è stata trasformata in una piattaforma digitale per raccogliere fondi in favore delle zone colpite dall’uragano Gustav. Una convention di realisti-idealisti.

Sarah Palin ha un bimbo affetto da sindrome di Down. Anche questo è argomento da campagna elettorale. Segnalo un articolo su Pajamasmedia scritto da Bridget Johnson. Oggi il Wall Street Journal è uno scrigno di pre­ziosi commenti.

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