Archive for the 'bloggers' Category

The Global Standard Blog. L’Ocse nella blogosfera

Jul 08 2009 Published by Mario Sechi under bloggers

Qualcosa di nuovo nel modo di essere online delle istituzioni: The Global Standard Blog. Così l’Ocse e il Tesoro italiano entrano nella blogosfera e contattano un mondo ricchis­simo di spunti, suggerimenti e discus­sioni sull’economia e la finanza globale. Bravi.

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Lavoraccio in corso

Jun 14 2009 Published by Mario Sechi under bloggers

Allora, sono di nuovo online in versione post-disastro. C’è ancora moltis­simo da sistemare, non tutto funziona a dovere, ma sono riuscito a recuperare il db con tutti gli articoli. Sono pieni di refusi, è un problema che deriva dal software, proverò a correggerlo. In ogni caso, il blog è salvo :-) Wordpress ora è aggiornato alla versione 8 e il crash a questo punto mi dà la pos­sibilità di fare una selezione delle cose migliori scritte in questi ultimi anni. Il lavoraccio in corso continua nei pros­simi giorni. Hasta la vista. MS

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Visioni digitali. Da Philip K. Dick all’e-paper

May 12 2009 Published by Mario Sechi under Life, bloggers

Molti di voi ricorderanno l’immagine di John Anderton (Tom Cruise) braccato dalla polizia della pre­crime di Washington. Il protagonista del romanzo fantascientifico di Philip K. Dick Minority Report e del film diretto dal genio di Steven Spielberg è in fuga, sale sulla metropolitana di una Washington pro­iettata nel 2054. E’ la vittima di un complotto e scappa dall’implacabile controllo totale della società immaginata dal visionario Dick.

Le sue immagini vengono pro­iettate su tutti gli schermi sparsi per la città. Nel vagone della metropolitana crede di essere più protetto dal grande occhio elettronico, ma improvvisamente la sua foto compare sul giornale elettronico di un cittadino qualunque. E’ una pagina di USA Today che muta aspetto grazie all’inchiostro elettronico.

Le visioni di Dick si van facendo realtà. La diffusione del pervasive computing aumenta le pos­sibilità di controllo sociale, la tecnologia rende pos­sibile la realizzazione del pensiero fantascientifico e l’e-paper comincia ad essere una realtà. La potenza della letteratura si dispiega non solo nella lettura e rilettura del pas­sato e del pre­sente, ma anche nella pro­iezione del futuro, dei suoi mondi (im)possibili.

Prendete la storia dell’e-book: comincia nel 1971 quando prende il via il progetto Gutemberg, prosegue nel 1987 quando viene pubblicato il primo romanzo in ipertesto e prosegue fino ad oggi con l’approdo sul mass market di lettori di libri elettronici che promettono di rivoluzionare stili e consumi dell’entertainment letterario, del consumo di informazione: tablet pc, smartphone e lettori dedicati sono una realtà non una visione del domani.

Amazon sta concentrando i suoi sforzi nella ricerca sull’e-book. Il suo lettore Kindle è già alla seconda versione:

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Il suo utilizzo non è limitato solo ai libri, ma si sta espandendo ai giornali, blog, riviste. Il New York Times offre già ai suoi lettori il servizio su Kindle.

L’industria dell’informazione e della cultura non sta morendo, si sta (tras)formando. La domanda di notizie e analisi crescerà ancora, nuovi lettori emergeranno da Paesi che stanno colmando il loro gap economico e culturale. E i giornali si leggeranno così.

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Chi vuole immaginare il futuro, non ha altro da fare che salire a bordo del magnifico vascello della letteratura e incominciare a viaggiare. Non temete di lasciarvi trasportare dal vento della fantasia. Jules Verne a 11 anni scappò di casa per imbarcarsi come clandestino. Voleva prendere il mare e scoprire nuovi mondi. Il suo sogno fu interrotto dai genitori che lo scoprirono. Ma la sua navigazione proseguì, cominciò la sua carriera di scrittore nel 1863 e due anni più tardi con Dalla Terra alla Luna anti­cipò lo sbarco di Neil Armstrong con la mis­sione Apollo 11. Verne divenne il padre della fantascienza, il futuro immaginato da Dick sarà realtà.

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Ultimate Boston

May 11 2009 Published by Mario Sechi under America, Life, bloggers

http://www.vimeo.com/4395828

Viaggio in America. Video bellis­simo, musica superba (remixata) dei The Killers.

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Fumetto e Avventura, il grande gioco della vita

May 03 2009 Published by Mario Sechi under Life, Twitter, bloggers

Capitan Miki

In principio furono i fumetti. Tra le incertezze sulla bio­grafia immaginaria, immaginata, immaginifica e reale di ciascuno di noi, sembra esserci un pas­saggio comune, una porta che si apre per tutti e, alla fine, non si chiude mai. Ancora una volta un semplice “stato su Facebook”, un pensiero apparentemente innocuo, apre una discus­sione, muove pas­sioni, genera il ricordo, quasi come una madeleine proustiana. Nes­suno di noi è a Combray, siamo in una dimensione virtuale e nello stesso tempo reale: “A noi ci hanno salvato i fumetti…”. Scagliata via Twitter come una freccia nello spazio web 2.0, quella frase sospesa crea una scia di commenti: Bepi Anziani, Antonio Signorini, Caterina Bedini, Francesca Angeli, Marco Liconti, Emilio Delmiglio, Andrea Asoni, Marco Ventura picchiettano allegramente le dita sulle tastiere di pc e smartphone per snocciolare nomi di eroi, maschere, personaggi mitici, memoria in bianco e nero e a colori unita al fruscìo antico della carta, al suo odore mutante che sa di fabbrica, magazzino, camion, cellulosa, inchiostro, pas­saggio tipografico e pas­sage de vie.

Molti segni quotidiani mi dicono che invecchio, ma niente come il ricordo dei fumetti mi trasmette la distanza dall’infanzia e poi, come in uno startrekkiano teletrasporto, mi conduce per mano a quel luogo spazio-temporale della mia, della nostra vita: la scoperta dell’Avventura

Ero il più grande di tre fratelli e toccò dunque a me per primo il compito di spalancare il cancello della fantasia. Il magazzino dell’Avventura fu l’edicola del signor Benvenuto Deiala e della signorina Agnese, in via Garibaldi a Cabras. Definire l’edicola magazzino è tutt’altro che un esercizio stilistico. I giornali erano appoggiati su tavoli e scaffali consumati dal tempo (e qualche tarlo), i quotidiani erano quelli messi bene in vista on the shelf, poi venivano i settimanali pop e i newsmagazine, i fumetti erano lontani dalla portata delle manine dei piccoli, ma bastava un’occhiata da velociraptor per individuare la copertina giusta ed evadere dalle strade pietrose e polverose del Paese verso foreste nordiche, deserti, giungle, metropoli verticali, città sotterranee, mondi sottomarini, viaggi nello spazio.

Tex Willer

Tex Willer

Il primo dei miei eroi fu Capitan Miki, giovanis­simo ranger del Nevada che combatteva contro Magic Face. Miki era in albo, ma io lo ricordo anche in striscia come Mandrake e l’Uomo Mascherato. Era la mia epoca archeologica del fumetto, una quotidiana caccia all’arca perduta e al forziere della fantasia.

Il nostro west, la nostra frontiera era quella dove cavalcava Tex Willer, non mancavo mai l’appuntamento con gli albi editi da Bonelli. Forse perché certi scenari erano così simili alla mia terra — non a caso il disegnatore di Tex, Aurelio Galeppini, aveva trascorso gran parte della sua infanzia in Sardegna — forse perché insieme a Tex il personaggio di Kit Carson era perfetto e… vamonos! leggere le gesta di Aquila della notte era l’astrazione suprema dal mondo “regolato” della mamma e l’avvicinamento di bolina a quello “anarchico e maschio” dei miei zii pescatori, lettori di Tex, Zagor, Comandante Mark, Diabolik, alunni della scuola del fumetto che avevano saltato la scuola elementare per prendere il mare. Come non sfoggiare con gli amici quell’italiano così diverso da quello dell’accademia? Fulmini e saette, era come liberarsi di una polverosa giacca e scoprire che in Tex il parlato si sposava con il ben costruito e scritto e così anche la maestra poteva chiudere il becco. E poi amici cari, sì certo Diabolik era il nostro ladro pre­ferito, ma come non perdere la testa per Eva Kant?

Zagor

Zagor

Tra le reti e i palamiti, tra mare e stagno, tra il Catalano e Mare Pontis s’alternavano storie di viaggi avventurosi, sparatorie, assalti alla diligenza, rapine e fughe in macchina. Sentivi l’odore del pesce, avevi il ghiaccio tra le dita, ma la mente era così potente e il desiderio di continuare a leggere così forte che potevi sentire netto il clac del Winchester, il bang della Colt, l’odore della polvere da sparo con cui il comandante Mark caricava la sua pistola e bastava chiudere gli occhi per sentire un urlo lontano “Ahyaaak!”.… Zagor!  che correva brandendo il suo tomahawk nella foresta di Darkwood, mentre Cico Felipe Cayetano Lopez Martinez y Gonzales più che i quarti di nobiltà da hidalgo mes­sicano ricordava i quarti di bue che mangiava nei saloon.

L’Ontario del comandante Mark, Mister Bluff e Gufo Triste è stato il nostro primo Nord America di laghi e foreste, le giubbe rosse la prima metafora della Old Europe che poi sarebbe ricomparsa in ben altre storie e cronache della nostra vita.

Pas­sato, pre­sente, futuro. Marvel e Dc comics sono marchi tatuati sul cuore: Superman, Batman, Flash, Hulk, l’Uomo Ragno, Iron Man, Silver Surfer, Wolverine, Capitan America, Thor, rappresentano un’altra fase dell’educazione all’immagine e alla parola. Il disegno di queste avventure è dinamico, sofisticato, per la prima volta hi-tech, esplosione metaforica di segno e significato. Sono America in azione ed espansione. Forze del Bene contro forze del Male.

Capitan America

Capitan America

In questo flashback, sceneggiatura di un ritorno al futuro, Mister No e Dylan Dog sono i poli opposti, il bianco e nero, l’esotico (e l’erotico) dell’avventura come indagine sul fatto e il misfatto, la psiche complessa e la pulsione elementare, l’alto e il basso, il decollo e l’atterraggio di un piper sulla foresta amazzonica, la natura primordiale e il suo doppio, il sogno e l’incubo, una nuova avventura sherlockiana

Fonte di piacere e sapere, in principio e alla fine. I fumetti s’accompagnano alle mie scoperte, qui alla rinfusa come in un vecchio emporio: Dante, Hieronymus Bosch, T.S.Eliot, Verga, Montale, Dalì, Shakespeare, i Pink Floyd, Manzoni, Kubrick, Twain, Fellini, Michelangelo, Bernini, Hiroshige, Cartier Bres­son, Clint Eastwood, J. Roth, Schmitt, Capa, Machiavelli, Camus, Mozart, McCarthy, Orwell, Mozart, Asimov, Simenon, Beethoven, Baudelaire, Kandinsky, J. M. W.Turner, Tarantino, Guenon, Wag­ner, Wilder, Von Clausewitz, De Sica, D. Parker, Van Gogh, Hammett, Fleming, Melville, Balzac, Hugo, Borges.

Torniamo a issare le vele e puntare i cannoni, riprendiamo il nostro viaggio: attraversiamo con la slitta lande innevate, esploriamo la giungla a dorso di un elefante:

Mister No, cover n°1

Conrad, Kipling, Salgari, London e Stevenson. E’ una galleria di ricordi, letture, suoni, immagini, istanti su Polaroid che riportano inesorabilmente alla casella  iniziale dell’Avventura, perché quando mano nella mano pas­seggeremo con un bimbo, a guardarci da lontano ci sarà Long John Silver, al nostro fianco ci sarà Zanna Bianca, Lord Jim sarà sempre “uno dei nostri”, Sandokan salterà insieme a noi contro la tigre mentre Yanez ci accompagnerà fumando e Kim ci spiegherà le regole del Grande Gioco. Quello della vita.

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The Tarantino Mixtape

May 01 2009 Published by Mario Sechi under Life, bloggers

Eclectic Method - The Tarantino Mixtape from Eclectic Method on Vimeo.


Blended Tarantino. Bello, bello, bello…

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I lettori online crescono. E gli old media devono cambiare modello di business

Apr 22 2009 Published by Mario Sechi under bloggers

I lettori online crescono, quelli su carta diminuiscono (paurosamente). Solo conferme di un fenomeno ormai globale che in Italia per la prima volta fa sentire i suoi effetti simultaneamente agli Stati Uniti. La rivoluzione digitale è in corso, gli old media non solo sono da tempo avvisati, ma devono cambiare rapidamente modello di business. Per saperne di più leggere questo report di Pew Research.

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