Gas liquido e sicurezza. Fiction e realtà
La tragedia di Viareggio ci ricorda che il gas liquido è un combustile ad alto impatto esplosivo. Il suo trasporto e stocaggio richiede una cura eccezionale e livelli di sicurezza altissimi. Uno degli incubi più grandi di chi si occupa di sicurezza in campo civile e nel settore dell’anti-terrorismo riguarda proprio i contenitori di gas che viaggiano su gomma, rotaia, nave o sono fissi nei serbatoi degli impianti di trasformazione e diffusione.
Tra le mie letture di fiction molto utili per fare scenari reali e analizzare quali sono i pericoli potenziali a cui siamo esposti, segnalo un libro di Richard A. Clarke, ex national security advisor di Clinton e Bush, intitolato The Scorpion’s Gate, dove si racconta il piano per far esplodere una gasiera vicino a una base militare americana in Bahrain.
Un film-documentario molto interessante in materia è stato prodotto da due avvocati americani che si sono battuti per evitare l’installazione di un impianto GNL a Oxnard, in California. Su questo blog non siamo certo nè contro lo sviluppo nè contro l’industria nè facciamo parte del partito trasversale del Nimby, ma è chiarissimo che il gas liquido ha un potenziale distruttivo enorme e per questo ci chiediamo: deve viaggiare su rotaia? deve entrare nei centri abitati attraverso un convoglio ferroviario? è sicuro il trasporto di questo combustibile sulle nostre ferrovie che hanno un’infrastruttura così obsoleta? sono state prese tutte le misure di sicurezza possibili sui vettori privati che viaggiano su rotaia?
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