CONGRESSO PDL/Secondo giorno. Fini riserva della Repubblica

Mar 29 2009

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Cercando un nuovo inizio meglio cominciare dalla fine di questo secondo tempo del congresso del Pdl. Ieri era il G-Day, la giornata dedicata al governo, e l’ultimo intervento è toccato al ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Senza troppi giri di parole: è quello che non solo ne sa, ma che ne vede più di tutti. Tremonti si è esibito in un discorso politico “simbolista”, dove ogni parola era il suo significato che rimandava ad Altro.

E’ stato un errore collocare il suo intervento alla fine dei lavori, quando parte dei delegati stava già pensando a birra e pizza. Sono certo che un po’ di cremlinologia applicata al Tremonti fuori dal prime time del Pdl svelerebbe qualche sorpresa.

In compenso — leggo dal mio inseparabile taccuino — “Denis Verdini ha diretto il traffico congres­suale”. E con questa certezza sul pizzardone pre­sente in hangar che ieri alla fine della fiera, ho tirato giù dodici fogli di appunti in libertà. C’era molta politica? Così così. Però c’era parecchia sociologia di partito, un sacco di materiale per fare analisi di nomenklatura e un botto di classe non-dirigente in cerca d’autore.

Alcuni amici hanno apprezzato il moleskine congres­suale. Ripeto l’esperimento, riavvolgo il nastro e parto dal vero inizio, Gianfranco Fini. Ecco il discorso del pre­sidente della Camera in primitive-twitter:

  • Berlusconi spazza via i luoghi comuni.
  • Tatarella. Amico che non c’è più.
  • Martinat ci ha lasciato. Per sempre.
  • Lucida Follia. Berlusconi. Storia di ieri.
  • Leadership naturale → Onori e oneri.
  • Partito diviso in correnti/caricatura partito plurale.
  • Sintesi evolutiva. Fini in versione Darwin.
  • Manifesto Ppe. Futuro.
  • Pd, giudizio sospeso (non si sa mai).
  • Ah, cravatta celeste (e Tulliani accanto a Silvio)
  • Tre grandi questioni.
  • Assetto istituzionale: Calabrone. Crisalide. Farfalla. Fini entomologo.
  • Riforme istituzionali.
  • Salvare prima parte Costituzione (così Quirinale è ok).
  • Rapporto Governo/Parlamento.
  • Federalismo istituzionale
  • Forma di governo. Occhio.
  • Rilanciare stagione costituente.
  • Regolamento parlamentare è un anello.
  • Cartina di tornasole della sinistra.
  • Qualità vita degli italiani. Quale sarà l’assetto economico dopo la crisi?
  • → non è crisi ciclica, ma strutturale.
  • → capitalismo senza regole.
  • Cita Tremonti. La Paura e la Speranza → Mercatismo.
  • Spiriti animali → Finanza → Enron.
  • La Paura e la Speranza→ Mercatismo.
  • Lavoro → Economia sociale/antisociale.
  • Sinistra/crisi di idee → Fine.
  • Egemonia gramsciana.
  • Categoria valoriale. Maddài…
  • Tre grandi patti.
  • Categorie marxiane/scadute.
  • Epoca del fordismo.
  • Tagliare l’erba sotto i piedi della sinistra/Stephen King
  • Cristo si è fermato a Eboli/Acerra
  • Italiani di colore. Italiani mediorientali → Fini multiculturale
  • Siamo popolo di emigranti (già sentita..).
  • Manifesto Ppe, radici… aridaie.
  • Stoccata → Medici e immigrazione.
  • Il futuro ci arriva in casa. Ma va’?
  • Stranieri, monopolio sinistra → confronto tra alleati → urge opinione nel Pdl. Ecco il punto critico.
  • Caro Sivio, me l’hai detto una volta…
  • Educazione civica. Italiani esemplari
  • Furbi e fessi. Torna Prezzolini, sempre lui.
  • Società laica. Amen.
  • Separazione due sfere. Uhm ohi ohi…
  • Testamento bio­logico approvato al Senato è laicità? O è Stato Etico? SASSOLONE.
  • Leader. Popolo. Organizzazione.
  • E le idee? W l’Italia.

Fini ha un’idea di Pdl oggi molto lontana da quella di Berlusconi (e fin qui niente di nuovo) ma soprattutto dalla base del partito.  Fini non elabora concetti originali e non ha la capacità di sceneggiare la politica come Berlusconi. Il suo discorso sull’economia fa riferimento diretto a Tremonti (e non a caso lo cita), il tema della laicità così come la intende Fini è distante dalla rivoluzione conservatrice che lui dovrebbe rappresentare, il multiculturalismo a cui fa riferimento ha già fallito nell’Europa continentale e nel Regno Unito. Il suo discorso non era quello di un leader che si pre­para a ereditare il movimento, disegna una para­bola che non finisce nel Pdl. Ha un altro obiettivo ed era un ottimo discorso se teniamo pre­sente il suo target reale. Fini ha in testa un percorso istituzionale che lo conduce dritto al Quirinale e la sua sponda con Giorgio Napolitano e l’opposizione va chiaramente al di là del ruolo istituzionale. E’ una strategia politica che automaticamente iscrive Fini nella squadra delle “riserve della Repubblica”. E’ anche una strategia furba perchè non è detto che, alla fine della fiera, per assenza di avversari pronti a combattere, il Pdl un giorno non gli caschi tra le braccia, come una signora che dopo un furioso amore non trova di meglio sulla piazza.

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