Obama sfugge al controllo dei Clintonistas e spara sui pokeristi di AIG

Mar 16 2009

L’America sta facendo impallidire l’Italia che, in fondo, in fatto di furbi non è mai stata seconda a nes­suno. Ma c’è un’azienda negli Stati Uniti che supera qualsiasi immaginazione: l’AIG, il colosso assicurativo già salvato con l’infusione di 150 miliardi di dollari da parte del governo, si appresta a pagare bonus ai suoi dirigenti — quelli del ramo aziendale responsabile del collasso — per 165 milioni di dollari. Roba da far sembrare “i furbetti del quartierino” una bocciofila con quattro amici che hanno bevuto un grappino di troppo.

Ci voleva questa combriccola di mascalzoni per svegliare il pre­sidente Barack Obama dal torpore e dall’abbraccio mortale del pitone dei Clintonistas che finora gli ha impedito di azzeccarne almeno una. Ma non è troppo tardi per rimediare ai cento giorni che tra un po’ arriveranno a scadenza: il pre­sidente ha ordinato al suo ministro del Tesoro Timothy Gheitner di impedire il pagamento del bonus con ogni mezzo legale pos­sibile. Applausi.

Ecco la lettera che il procuratore di New York Mario Cuomo ha inviato al club dei pokeristi di AIG:

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