Ha vinto lei e perso lui. Ma la sconfitta più cocente è quella del sistema dei mainstream media che dipingeva Sarah Palin come una signora di provincia ignorante e incapace di reggere il dibatttito con il naturalmente colto e antropologicamente superiore Joe Biden.
Basta guardare il video e leggere attentamente il transcript del dibattito per capire che, ancora una volta, i grandi giornali e i molti programmi televisivi a senso unico hanno perso una buona occasione per capire e raccontare che cosa sta succedendo dentro il Gop.
La Palin è stata molto brava e convincente. Al di sopra di qualsiasi aspettativa. La donna venuta del freddo ha ghiacciato ulteriormente Biden che è apparso in tutto il suo grigiore. Biden serve a rassicurare l’elettore democratico (ancora un po’ e lo addormenta), mentre la Palin dà alla campagna di McCain quello che finora non aveva: il movimento, la qualità più forte della campagna presidenziale di Obama.
A un mese dalle elezioni i repubblicani hanno un ticket che funziona meravigliosamente: il maverick e commander in chief (John McCain) e il pittbull con il rossetto (Sarah Palin). Una rivoluzione per il Gop che con questa coppia più che conservative appare reform party.
Servirà a invertire il trend negativo dei repubblicani? Difficile, molto difficile, perchè come raccontava Bill Schneider qualche giorno fa durante un incontro all’ambasciata italiana a Washington, “when the economy is bad, the economy is the first issue in the elections”. Per McCain ora è una missione davvero al limite.
In un altro post spiegherò più nel dettaglio le ragioni per cui Sarah Palin ha vinto il dibattito e soprattutto quali punti sono interessanti per creare movimento intorno al Gop. Qui, in prima battuta, è importante far notare un tema istituzionale: il governatore dell’Alaska punta a una vicepresidenza con ampi poteri e deleghe. Ciò conferma il cambiamento de facto della natura della vicepresidenza, fenomeno che aveva già preso corpo con Dick Cheney. Si è capito fin troppo bene che in caso di vittoria (per ora, ripetiamo, remota) sarà lei a occuparsi del tema più delicato dell’agenda politica americana: l’indipendenza energetica.
La Palin, inoltre, è qualcosa di più di un potenziale vicepresidente a cui la Costituzione americana chiede sostanzialmente una sola cosa, loyalty (lealtà ), tanto da essere l’unica persona della Casa Bianca che il Presidente non può licenziare. La Palin, spiegando la sua idea espansiva dei poteri della vicepresidenza, ha rivelato non solo di essere smart, ma disegnato il vero tragitto che potrebbe prendere la sua avventura politica: un numero due che corre per diventare il futuro numero uno.
Il dibattito tra i candidati alla vicepresidenza ha dimostrato che Sarah Palin is energy.
Panorama
Tocqueville
L’Occidentale
Radio Radicale
Fondazione Magna Carta
Istituto Bruno Leoni
La Palin è imbarazzante, ieri è apparsa nettamente meno preparata di Biden anche se non ha detto le sue solite scempiaggini, ma si è trincerata nei luoghi comuni.
Passi usarla per animare la campagna elettorale di McCain, contendendo ad Obama il voto femminile, ma ve la immaginate se per qualche motivo diventasse presidente degli Stati Uniti? brrrrrrrrrrrrrrrrrr
Queste elezioni il GOP le aveva perse in partenza, anche se mi sembra tuttora un dato stupefacente. Ma il tempo sarà galantuomo: nel 2012 sarà tutta un’altra musica. Il dirigismo obamiano non potrà pagare.
L’evoluzione della vicepresidenza forse era già cominciata con Gore, cui Clinton aveva delegato alcuni dossier di una qualche importanza (es: ambiante). Solo che allora non se ne accorse nessuno (lo stesso Bill lo racconta nella sua autobiografia My Life).
Kerry nel 2004 quando tentò di accaparrarsi McCain come vice, pare gli avesse addirittura offerto una superdelega alla sicurezza nazionale…
Daniele ma che dibattito hai visto?
Va beh, lasciamo perdere!
Io spero proprio che un giorno diventi presidente… sarebbe sempre meglio che Obama (lui sì che sarebbe spaventoso da presidente!)
Bel post!
Non sopporto i detrattori per partito preso..Palin è stata più efficace e diretta, di quanto ci si immaginasse..lo dicono gli osservatori democratici daniele..addirittura il buon Zucconi su Repubblica si è sbilanciato sul tema..Obama guiderà gli Stati Uniti? Lo spero..solo per non sentire i suoi fastidiosi adoratori, nei prossimi 20 anni, rimpiangere “l’età dell’oro” che ci saremmo persi..
La Palin, sarà pure provinciale e poco radical chic,ma almemo è più rassicurante del piacione Obama. Dico Obama,perchè la partita lo sappiamo tutti è solo tra loro due.
Per chi crede nei valori liberali , da non confondere con i valori liberal(quelli senza la I finale),la Palin purtroppo rimane l’unica alternativa al teocratico “musulmano” Obama.
Ve lo immaginate il duo Obama Biden (l’associazione per ironia della sorte mi ricorda tanto il funesto Osama Bin laden..),a capo dei destini del mondo?
a mia memoria, mai c’è stato un quartetto di aspiranti così scarso. ma forse è solo una mia impressione. spero alle loro spalle ci siano staff all’altezza.
ciao
s
colui che rabbridisce (brrrrrrr…) se la Palin diventa Presidente, fosse per caso un po’ sessista?
Sechi, ancora una volta fatico a vedere il giornalista nella sua analisi, e scorgo un tifoso politico. Forse i mainstream media hanno obbligato la Palin a non sapere citare UNA sentenza della corte suprema oltre a Roe vs Wade? Forse i mainstream media l’hanno costretta a usare il fatto che la Russia e’ geograficamente vicina all’Alaska per dimostrare la sua esperienza in politica estera? O a mescolare frasi sconnesse su “shoring up the economy” e “job creation” quando richiesta di fornire la sua opinione sul 700-billion rescue plan? In altre parole, la Palin sara’ in grado di rassicurare la base repubblicana sui “valori”,ma ha dimostrato piu’ e piu’ volte profonda ignoranza su vari temi, dall’economia alla politica estera, e lei dice che sono i media che la dipingono cosi’? Secondo lei dovrebbero ignorare quello che vedono?
Guardi Fanari, lei non capisce e io non posso farci niente. Legga, se crede, quello che ha scritto Vittorio Zucconi su Repubblica a proposito del dibattito Biden-Palin. Probabilmente pure Zucconi è diventato un tifoso politico dei repubblicani.
ma sticazzi di zucconi. la palin ha avuto il solo merito di non fare strafalcioni linguistici come solitamente fa gw. per il resto è solo facciata con dietro il vuoto e nulla più.
p.s.
se non piace la palin si è sessisti, ma se non piace obama si è razzisti?
suvvia