La giostra americana fa crash
Il Congresso ha affondato (228 no, 205 sì) il piano di salvataggio finanziario predisposto dalla Casa Bianca e dal Tesoro, rivelando le difficoltà in cui si dibattono il Partito Democratico e il Partito Repubblicano.
Una brutta notizia per gli Stati Uniti che attraversano un periodo nero, tra i peggiori della storia americana. Non ci riferiamo solo all’economia, ma anche (e soprattutto) alla politica. Il Congresso è stato protagonista di un voto storico, dalle gravissime conseguenze: ieri il Dow Jones ha chiuso con la perdita peggiore di tutti i tempi, la riapertura di oggi fa temere il crac da panico. Ingovernabile.
I mercati aspettavano dalla politica americana un segnale di responsabilità e di fiducia. Nè i repubblicani nè i democratici sono stati capaci di offrirne almeno un po’. Lo stesso comportamento è stato di fatto incoraggiato dai due candidati alla presidenza: nè John McCain nè Barack Obama hanno appoggiato con forza il bailout, il risultato è che entrambi ora appaiono gli uomini sbagliati per guidare un Paese in questo momento smarrito e impaurito. E Wall Street ne misura la febbre.
I democratici si sono spaccati in più parti: il 60 per cento ha detto sì, poi il caos: c’è chi ha votato no pensando al business, chi ai taxpayers, chi ha deciso di stare con i lavoratori. E chi con se stesso. I repubblicani hanno confermato lo stato confusionale in cui versano: solo un terzo ha votato a favore, gli alfieri del free market hanno votato no, quelli che dicono di aver a cuore il bilancio federale pure, mentre 18 su 21 congressmen la cui riconferma è in bilico hanno votato no pensando al collegio elettorale. Così hanno fatto anche 10 su 15 democratici il cui seggio non è sicuro. Un disastro politico bipartisan dove spicca la prova negativa dello speaker della Camera dei Rappresentanti, Nancy Pelosi, che alla vigilia del voto ha tenuto un discorso talmente fazioso da alimentare le divisioni e innescare la bocciatura del piano.
I legislatori cercheranno un altro compromesso e un altro voto. Insomma, altro giro, altra corsa. E’ la giostra americana.
UPDATE: bloccato per troppo traffico il website del Congresso. L’indirizzo www.house.gov non risponde, è down. Così pure il sito di Nancy Pelosi e quello di Barney Frank, presidente del Financial Commitee. Crash.
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