Il testo che segue è un lancio dell’agenzia Adnkronos che certifica quanto abbiamo scritto sull’ultimo numero di Panorama sulla situazione di grave crisi che si è aperta nel Partito Democratico. Crisi aggravata dalla lotta interna svelata dalle intercettazioni pubblicate da Panorama. Dialoghi in cui gli uomini dello staff di Prodi organizzavano primarie per evitare la “farsa del plebiscito” di Veltroni.

Firenze, 6 set. - (Adnkronos/Ign) - Alla fine, Walter Veltroni (nella foto) non ce l’ha fatta. Incalzato dalle crtitiche lanciate ieri, dal palco della Festa di Firenze, dall’ex ministro Arturo Parisi e dalle polemiche che ne sono seguite, il segretario del Pd ha trasformato quello che doveva essere un breve intervento in un vero e proprio comizio di chiusura.

Il Pd ”non alza bandiera bianca”, ha tuonato l’ex sindaco di Roma rispondendo a tono ad ”uno dei giornali di famiglia del premier” (Il Giornale) che oggi titolava così in prima pagina. E poi via a una serie di dichiarazioni, spaziando dai problemi interni al Partito sino alle critiche al governo Berlusconi.

Ci sono alcuni dirigenti del Pd - scandisce dal palco Veltroni in una difesa che difficilmente servirà a smorzare i toni - che hanno capito che il modo migliore per andare sui giornali, altrimenti fanno fatica, è quello di sparare bordate non preoccupandosi che il corpo collettivo di questa creatura che è il Partito democratico, subisce danni”. Il segretario descrive il lavoro del Partito come ”una navigazione complicata e affascinante”, ma che soprattutto ”non ha alternative”. Se il Pd dovesse fallire, precisa in quello che sembra quasi un monito, ‘’si aprirebbe una diaspora delle forze di centrosinistra difficilmente conciliabile”.

Forse ha ragione Veltroni, il Pd non alza bandiera bianca, certo il disastroso stato in cui si trova il Pd oggi, ricorda le condizioni in cui si trovava il Pci di Achille Occhetto dopo la caduta del Muro: era una bandiera irrimediabilmente bucata dalla storia. Che oggi, in altre forme, si ripete.

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