La donna venuta dal freddo
John McCain ha calato l’asso e con la scelta di Sarah Palin, governatore dell’Alaska, come “running mate” alla Casa Bianca ha letteralmente (parole del Nyt) “eclissato il discorso finale di Barack Obama”.
La scelta di McCain ha spiazzato tutti ed è stata definita su Fox News “a great chessmove”. Una grande mossa sulla scacchiera della politica americana che in un colpo solo si ritrova per la prima volta una candidata donna tra i repubblicani alla Casa Bianca e una formidabile calamita di voti delle donne deluse dall’esclusione di Hillary Clinton dal ticket presidenziale democratico.
Il discorso della Palin è stato ancor più sorprendente: ha presentato se stessa e la sua famiglia, la sua esperienza come amministratore e governatore di uno stato-chiave per l’economia americana. La Salin ha subito messo sul tavolo il tema dell’indipendenza energetica e toccato i temi della politica estera. Ha rivelato al grande pubblico americano di avere un figlio che serve con le truppe americane in Iraq, ha ribadito che McCain è l’uomo giusto nel ruolo di “commander in chief” e presentato le sue credenziali per cambiare la burocrazia e i giochini politici di Washington. Concreta e sciolta, sorridente e tosta, la Palin ha scaldato gli animi della platea e infuso nuova energia nelle file dei repubblicani. Tutto il contrario dell’algido e consumato senatore Joseph Biden, il candidato di Obama alla vicepresidenza, da trent’anni sulla scena a Washington.
John McCain a Dayton (Ohio) ha assestato un colpo decisivo per la sua campagna presidenziale e forse letale per la corsa di Barack Obama. Sarà la donna venuta dal freddo a gelare i sogni dei democratici?
Dal Wall Street Journal: la bio di Sarah Palin:
Sulla scelta di Sarah Palin l’editoriale della National Review
Dieci cose che non conoscete di Sarah Palin. Da U.S. News and World Report
Cosa significa la candidatura della Palin secondo The Weekly Standard
Un ottimo articolo di David Frum sulle convention dei partiti americani e sul loro significato in questo inizio di Ventunesimo Secolo.
Pessima la prima reazione dallo staff di Barack Obama alla candidatura della Palin. Ecco quanto dichiarato dal portavoce di Obama:
Today, John McCain put the former mayor of a town of 9,000 with zero foreign policy experience a heartbeat away from the presidency. Governor Palin shares John McCain’s commitment to overturning Roe v. Wade, the agenda of Big Oil and continuing George Bush’s failed economic policies — that’s not the change we need, it’s just more of the same.
La frase di Bill Burton è un’autorete e nella blogosfera americana non è passata inosservata. Qui un esempio di come la sta prendendo l’americano medio che vive nelle piccole cittadine del cuore dell’America, là dove si eleggono i presidenti, non a New York o a San Francisco.
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