Il destino non è solo cinico e baro, ma anche illuminante e onesto. La vicenda del Tibet ci offre uno specchio della confusione in cui è piombata la politica estera americana nel second term di Bush. L’11 marzo scorso il rapporto annuale del Dipartimento di Stato sui diritti umani toglieva Pechino dalla “black list”, ma il destino spesso gioca a dadi e pochi giorni dopo a Foggy Bottom si sono ritrovati con il Tibet di nuove in fiamme e il Dalai Lama che oggi si dice pronto a lasciare. Così gli Stati Uniti e l’Europa si sono parlati all’ora del tè e dopo lunga meditazione hanno pensato di invitare la Cina alla “moderazione”, invito che a Pechino hanno tradotto con un pragmatico “di monaci ammazzatene, ma solo un po’”. Pessima situazione. Aggravata dal fatto che spostando il proprio cannocchiale miope sui Balcani a Washington sono riusciti a illudere il Kosovo di essere uno Stato e di conseguenza alimentare il caos etnico nell’ex Jugoslavia, cosa di cui francamente non si sentiva il bisogno. Qual è la linea politica del Dipartimento di Stato in materia di libertà e democrazia? E’ quella ideale, wilsoniana che vuole estendere la democrazia - e perfino esportarla nella sua visione neoconservatrice - oppure è quella flip flop sulla Cina che prende con una mano (investimenti e finanza globale) e non restituisce con l’altra (democrazia e diritti civili) facendo finta che il Tibet sia un problema di “moderazione” e non invece un tema che - usando la stessa logica applicata al Kosovo - diventa un punto importante dell’agenda per la libertà e la democrazia? Si può tenere il tacco dello stivale sul Tibet e “liberare” il Kosovo dalla Serbia? E’ meglio l’ordine e l’ingiustizia o il disordine e la giustizia? Gli Stati Uniti e l’Europa devono riorganizzare molto in fretta le proprie idee sul mondo contemporaneo e le sfide che propone perchè un conto è avere una politica estera che si modella caso per caso, un altro è avere una linea che sta diventando un caso.

Comments

12 Responses to “La politica estera caso per caso”

  1. Zagazig on March 18th, 2008 13:58

    Il problema è più grande del Tibet. Da qui si spiega la titubanza e l’ipocrisia occidentale.
    La storia del Tibet è uguale a quella di tanti popoli della Asia Centrale che nel dopoguerra comunisti cinesi e sovietici si sono annessi militarmente.
    Da allora in tutti questi Paesi è inziato il genocidio culturale di cui parla il Dalai Lama. Gli huan in Cina e i russi nella ex Unione Sovietica hanno sistematicamente cercato di imporre la propria civiltà distruggendo le culture residenti e spostando milioni di huan e russi sui nuovi territori.
    Affrontare seriamente e con responsabilità il problema Tibet significherebbe per la politica occidentale aprire tutte le uguali questioni asiatiche. In pratica ricostituire quella cappa della guerra fredda perchè i rapporti con Cina e Russia si irrigidirebbero e l’economia mondiale cadrebbbe.
    La Cina è il motore dell’economia mondiale, la Russia la monopolista dei giacimenti di gas nel mondo.

    Tremebondi sul Kossovo e interventisti sul Tibet?..ma dai

  2. Babs on March 18th, 2008 16:30

    Splendida analisi.

  3. Mario Sechi on March 18th, 2008 18:31

    Babs: grazie, si fa quel che si può :)

    Zagazig: apprezzo come sempre lo sforzo del ragionamento e gli interventi, credo di guardare alla politica ormai con una robusta dose di realismo e distacco. Detto questo, mi pare che ci sia anche un limite all’ipocrisia e questo limite sulla questione delle cosiddette piccole patrie è stato superato. O il Tibet è una provincia della Cina, oppure ha diritto all’indipendenza. Il sangue dei kosovari è forse più blu di quello dei monaci tibetani?

  4. Zagazig on March 18th, 2008 20:43

    Il sangue dei kossovari e’ uguale a quello di tutti…personalmente (per quel che puo’ valere) riconosco il diritto di autodeterminazione degli uni e degli altri.
    Distaccatamente analizzo la situazione e mi rendo conto che l’indipendenza del Kossovo e’ a portata di mano, quella del Tibet no.
    Piu’ in generale mi rendo conto che contro l’Indipendenza del Kossovo come di quella Tibetana si ‘muovono’ specialmente comunisti ed ex comunisti. In Italia contrari a Prishtina libera, e tiepidi sui diritti del Tibet, sono PCI e Rifondazione Comunista - anche se Bertinotti e’ stato l’unico a ricevere il Dalai Lama.
    All’estero fortemente contrari a Kossovo e Tibet liberi sono quel che rimane dell’ex Unione Sovietica (”sono affari interni della Cina” hanno detto riguardo agli ultimi socntri in Tibet) e, naturalmente, i comunisti cinesi.
    E mi sembrerebbe illogico condannare il comunismo presente e passato per poi convalidarne i possedimenti e le egemonie conquistate militarmente e antidemocraticamente negli anni.
    Ma possiamo negare al Kossovo quello che non riusciamo ad assicurare al Tibet per mantenere una sorta di equilibrio dell’ingiustizia?

  5. jack on March 19th, 2008 03:04

    puniamoli economicamente, ecco una petizione per chiedere ad Apple di abbandonare il paese:
    http://www.petitiononline.com/it342522/petition.html

  6. Rifat Lica on March 20th, 2008 01:50

    segue con molto attenzione la situazione in Tibet,sono da parte dei tibetiani,condivido tutto con Zagazig,ma sono molto perplesso e vedo molto ambiguita nelle parole del Mario Sechi sul Kosovo.
    Parliamo chiaro,ogni cosa con il suo nome,il Tibet e un popolo diverso dalla Cina,e come tutti ha il diritto leggitimo di chiedere i suo diritti.
    la crisi tibetiana nasce e concide con la Indipendenza del Kosovo,ma non ha niente a che fare con il Kosovo.
    Il problema Tibet esiste da più di 50 anni,da quando il komunisti cinesi vengono al potere,prima o può veniva all galla,ma i Tibetiani sono molto bene organizzati e hanno asspetatto,hanno molto bene sfruttato l’occasione,a dare al loro causa l’immagine neccesaria e dare un grande schiafo alla Cina,cosi sensibilizare l’opinione pubblica mondiale.
    Mi fa molto piacere che tutta la politica italiana bipartisan hanno manifestato per il Tibet,ma una cosa simile non lo ho visto per il Kosovo,solo per dire.
    E una grande cosa che proprio i comunisti italiani,lega nord,hanno manifestato per i diritti del Tibet,e sono mesi contro i comunisti cinesi,la cosa che non lo hanno fatto per i diritti del Kosovo contro nazi-fascisti,nazional-comunisti della Serbia.
    Il problema e solo uno,e il fallimento del ONU,e ipocrizia europea,nel confronto dei paesi totalitari come la Cina e Russia che si oppongono con l’arroganza a violenza a i diritti dei popoli,diritti umani,pace,libertà e democrazia.
    Solo un piccolo esempio,in 175 conflitti e guerre nel mondo dal doppo seconda guerra mondiale,nessun conflitto o guerra e stata conclussa dall’ONU,e ancora sono guerre dimenticate,conflitti che sanguinino,solo per la responsabilità e assurdo veto della Cina e Russia alO NU.
    Per l’Europa solo una cosa vorrei,a essere riconoscenti a i americani,che solo con collaborazione,unita politica,economica,con gli Stati Uniti,possono neutralizzare gli stati totalitaristi,senza etica morale di pace,e democrazia,rispetto della libertà,e diritti umani,come sono la Cina e Russia,solo uniti,contro ogni violenza, possono rendere il mondo più migliore,più sicura,in pace.

  7. Hermes on March 20th, 2008 11:25

    C’è una differenza non proprio marginale tra Tibet e Kossovo, e Zag lo sa bene perchè gliela ricordo di continuo: in Tibet c’erano i tibetani, e i cinesi sono gli invasori; il Kossovo è il cuore della Serbia storica, i serbi ci sono sempre stati e semmai sono gli albanesi ad essere gli invasori, se questo termine ha un senso dopo che sono passati secoli.
    Ma liquidare i serbi del Kossovo come se non esistessero (i tibetani di turno…) magari giustificandosi con quello che hanno fatto i loro fratelli di Bosnia, beh è comunque una porcheria…

  8. Zagazig on March 20th, 2008 18:55

    La semplificazione Tibet Kossovo non era mia.

    Hermes non mi cadere anche tu in questa favola slava che sta facendo tanti danni ai serbi.

    La Serbia nel 1913 invade l’ex provincia turca e se l’annette militarmente. Il diritto primigenio che si suppone di far valere è su di un territorio in cui i turchi comandano da 550 anni e si basa su di una battaglia persa nel 1389.
    A questo punto metterei in discussione quantomeno l’Unità d’Italia…:-)…

    De iure codendo dal momento dell’annessione militare non vi è alcun trattato internazionale che abbia per oggetto il Kossovo fino ad arrivare alla Jugoslavia comunista che conclude per prima un accordo con la Repubblica Turca. La Serbia intanto non esisteva più. Tito nel 1974 riconosce lo Statuo speciale al Kossovo non certo perchè fosse pieno di serbi…no?
    Caduto il comunismo ricompare la Serbia ma con che diritto i serbi pretendono il Kossovo? Con lo stesso tipo di diritto (e modalità d’azione) che Milosevic presupponeva di esercitare con le attuali Croazia, Slovenia, Bosnia e Montenegro.
    Gli effetti e i risultati li conosciamo.

    p.s. l’altro ieri il Giappone, ora Ungheria, Croazia e Bulgaria…il riconoscimento avanza…le indipendenze a catene paventate rimangono al palo…sarebbe bene per i serbi farsene una ragione. Ma per loro stessi non per altri. Hanno bruciato le ambasciate, hanno ritirato gli amabsciatori ( ma le rapprsentanze consolari rimangono), hanno attaccato le forze ONU a Mitrovica con bombe a mano e mitra. Hanno ucciso un soldato Onu. Ma oggi Mitrovica si riempe di soldati ONU…e altri ’scherzetti’ non saranno ammessi.

  9. Zagazig on March 20th, 2008 18:58

    Nessuno vuole liquidare i serbi ma quelli dei serbi che vivono in Kossovo devono rendersi conto che non vivono più in Serbia. Anche prima della dichiarazione d’indipendenza si sono rifiutati di partecipare alla vita civile, non sono andati a votare.
    Finchè non capiscono e pensano di risolvere con le armi e i richiami al c.d. ‘kossovo serbo’ ne avranno solo da perdere.

  10. Rifat Lica on March 21st, 2008 02:44

    Per il sig Hermes,e asurdo tutto questo che dici per il Kosovo,si vede che sei da quelli fondamentalisti che la memoria si e fermato al medioevo,mai e mai il Kosovo e stata serba,e i serbi sono tardi ma molto tardi sono venuti in Kosovo,e tutto questa si spiega che il Kosovo e in sua terra di origine,con la loro lingua,cultura e civiltà,e 97 perqento Kosovara e solo una piccola minoranza serba del 2 perqento,un altro popolo in tutto,lingua,cultura ecc.
    Almeno siete un po più moderati,non cosi senza scrupoli,tornate in modernita e civiltà.

  11. Owellian on April 7th, 2008 13:20

    La questione del Tibet è molto complessa, ma presenta delle forti analogie con la situazione del Kosovo. La realtà, a mio parere, è che la grande finanza internazionale (Merril Lynch, Goldman Sachs, City Bank, ed altre ancora) ha progettato a tavolino l’indipendenza del Kosovo attraverso il braccio armato della NATO e di Bush. George Soros, uno dei più famosi e potenti speculatori finanziari del mondo, finanziato dai Rothschild e dal fior fiore dalla elite bancaria giudaica che governa il mondo, ha a sua colta finanziato una campagna mediatica di odio contro la Serbia, e ha finanziato i terroristi e i mercenari che hanno portato il popolo serbo alla guerra civile. Soros è inoltre responsabile della fine della ex URSS e della fine del comunismo, attraverso un colossale giro di tangenti agli ex politici e comandati sovietici. Inoltre si sono istituite delle campagne parallele di sensibilizzazione per la popolazione kosovara, sempre finanziate dalla stessa fonte che ha innescato la miccia, con fondi speciali e think tank internazionali che potessero fare il lavaggio del cervello alla popolazione. Dopo di che si è fatta intervenire la Nato e si è posta fine alla guerra, dividendo i due popoli e installando un esercito permanente della NATO nel territorio kosovaro. Ed infine si è dichiarat l’indipendenza. Tutti sanno bene dell’importanza strategica del Kosovo e dei territori limitrofi, perchè da lì passerà uno dei più grandi gasdotti sovietici, attraverso il Mar nero che giunge nel cuore dell’Europa attraverso i Balcani ed il Mediterraneo, che potrebbe cambiare il corso dell’economia globale. Proprio in quella zona è stata installata una base strategica americana, per il controllo della zona. La Cina è l’unico grande paese al mondo che non ha ancora privatizzato le sue banche, che ha ancora la sua moneta non sottoposta al vile ricatto dei banchieri internazionali (vedi il terrorismo della BCE), perchè il signoraggio lì è visto con odio. La Cina sta crescendo a ritmi incredibili, e costituiscono una minaccia globale per gli Stati Uniti e per la sordida elite giudaica che li comanda. Si vuole quindi smembrare la Cina con il pretesto della libertà dei monaci buddisti, come se all’Occidente gliene fregasse qualcosa dopo millenni di sfruttamento coloniale. Lo si vuole usare come cavallo di troia, con una campagna mediatica inimmagibile. Del resto il Tibet è ricchissimo di risorse naturale. Tutto questo è stato architettato da Soros e dai suoi compagni banchieri che stanno finanziando una campagna mediatica vergognosa all’insegna dell’odio e della falsificazione sistematica della realtà. Si vuole privatizzare le banche cinesi, giusto? Bene, allora prepariamo il terreno. Del resto Soros si sta muovendo in quel senso nelle ex repubbliche sovietiche dell’Asia centrale (informatevi) . Avete mai giocato a Risiko? Per sconfiggere l’avversario bisognava indebolire i suoi paesi confinanti. Iraq-Afganistan- Iran- Ex Repubbliche sovietiche dell’Asia Centrale- Tibet… Non avete capito dove si vuole arrivare? La terza guerra mondiale è già in atto, ma i media non lo vogliono dire. Dannata democrazia…

  12. Fontan Blog » Tibet, Kosovo e la politica estera caso per caso - Il blog degli studenti. on April 7th, 2008 14:41

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