FINANZA ALLO CHAMPAGNE/SocGen: la storia del “Delta One” desk che ha fatto tutto da solo scricchiola. Eurex nel 2005 aveva segnalato le posizioni a rischio. Sarkozy chiede la testa dei vertici
ULTIMISSIME. Financial Times e Wall Street Journal rivelano che Eurex nel 2005 aveva messo in guardia SocGen sui rischi degli investimenti in derivati. L’operato di Kerviel dunque era noto da molto tempo, la posizione dei vertici di SocGen è diventata insostenibile e Sarkozy chiede che si facciano da parte.
Qui urge l’aiuto di Phastidio, perchè il proprietario di questo blog sulla materia finanziaria è una semplice vedetta e dal suo piccolo avamposto guarda con un certo divertimento ai contorcimenti del ghota finanziario francese, perchè egli pensa che alla SocGen abbiano qualcosa da buttare lestamente (con il tacco della scarpa, mentre sorseggiano champagne) sotto il tappeto rosso.
Possibile che un trader di 31 anni — non il top manager della banca — riesca ad accumulare posizioni lunghe sui futures azionari per 50 miliardi di euro e nessuno se ne accorga? Possibile liquidare quasi 5 miliardi di euro di perdite e poi, come si se trattasse di noccioline, sul banco degli imputati finisce solo una sagoma più simile a uno sfigato ectoplasma che a Gordon Gekko?
Se questo è possibile, allora quella è una banca alla quale il sottoscritto non affiderebbe un nichelino. Se invece, come si pensa da queste parti, sotto il tappeto c’è molto altro, allora torniamo nel regno del possibile e il nichelino comunque ce lo teniamo in tasca.
UPDATE 1. Sul Wall Street Journal Europe la storia del Delta One desk, il posto al settimo piano dove operava l’uomo invisibile che ha mandato a carte quarantotto i conti di SocGen.
UPDATE 2. Sul Financial Times un commento illuminante sullo stile di SocGen e i suoi guai che non sono soltanto frutto del trader invisibile: “Kerviel is just a part of a global rogues’ gallery”

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