Borsa fiacca, non c’è trasparenza del sistema sul rischio mutui subprime
La Borsa è di nuovo fiacca e solo gli ingenui pensavano che l’intervento delle Banche centrali da solo bastasse a ridare fiducia. Il problema che sta emergendo con la lentezza di un pachiderma è che le perdite sui mutui subprime sono molto più elevate delle stime ufficiali, hanno contagiato gran parte del sistema finanziario e manca il requisito numero uno per la valutazione del rischio (e dunque per investire): la trasparenza.
Il presidente della Banca Centrale Europea, Jean Claude Trichet, pochi minuti fa ha cercato di rassicurare i mercati invitando “gli operatori alla compostezza”. Il problema è che l’esposizione del sistema finanziario sui subprime sta venendo lentamente a galla e non è affatto rassicurante per l’effetto domino sta creando.
Lo sgonfiarsi della bolla dei mutui subprime sta facendo emergere anche altri problemi legati alla volatilità del mercato del credito e degli strumenti finanziari derivati.
Gli schemi finora adottati dai fondi di speculazione quantitativa sono da aggiornare. Far gestire i fondi agli algoritmi ha funzionato e fatto guadagnare per lungo tempo,
Così ci si illusi che bastasse la matematica e un buon programma informatico per affrontare il mercato e i suoi rischi. il problema è che la Borsa non è fatta solo di hardware e software, ma di persone. E le persone sono decisamente migliori delle macchine.
Quello che è successo in Goldman Sachs mi pare significativo: il suo Global Equity Opportunities Fund ha perso il 30 per cento del suo valore la scorsa settimana e Goldman ha chiamato un pool di investitori a partecipare al suo rifinanziamento per una cifra pari a 3 miliardi di dollari (2 saranno conferiti dalla Goldman Sachs).
Goldman Sachs è il secondo gestore di hedge fund del mondo, una firma di prima importanza, ma ha dimostrato di fidarsi ciecamente della gestione computerizzata di uno dei suoi fondi più importanti e questo è un segnale negativo.
Goldman Sachs ha reso pubbliche le sue difficoltà durante una conference call (qui potete ascoltarla in webcast), si è comportata seriamente e saggiamente, ma il problema della valutazione complessiva del rischio e degli strumenti di gestione è più che mai sul tavolo.
Il problema non è soltanto quello dei mutui subprime, ma la filosofia di fondo di un sistema finanziario che ha elaborato strumenti sofisticatissimi e tuttavia sembra esser a corto di cultura per accorgersi che a un certo punto bisogna staccare la spina all’hardware, sedersi al tavolo, tornare con i piedi per terra e ridare alla finanza un volto umano.
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