CASO VISCO/Una lettera inequivocabile di Visco e una lettera chiarissima di Bassanini. Puo ancora tacere il Quirinale?

Jun 05 2007

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Questa è la lettera del marzo 2007 che il viceministro all’Economia Vincenzo Visco ha inviato al comandante generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale. Ecco il testo:

Signor Generale, ho ricevuto la Sua lettera in data di ieri, con la quale mi informa della designazione del Capo di Stato Maggiore e del Sottocapo di Stato Maggiore. Ne prendo atto. Devo per altro ribadire nell’occasione che eventuali ulteriori ipotesi di designazioni dovranno avvenire solo all’esito di un pre­ventivo e approfondito confronto sulla motivazioni delle stesse con l’autorità politica, cosa che, anche in questa circostanza non è avvenuta.

Sul significato di questa lettera vi sono a questo punto pochi dubbi. Così come vi sono pochi dubbi sul modo in cui Visco esercitava la sua delega alla Guardia di Finanza.

Su questo punto, sull’autonomia delle Fiamme Gialle e delle Pubbliche Amministrazioni rispetto all’autorità politica, segnaliamo una lettera dell’ex ministro Bas­sanini pubblicata oggi su La Stampa. Ecco il passo che riguarda la vicenda Visco:

Il potere governativo di dare “direttive” alla Guardia di Finanza in materia di lotta all’evasione fiscale è riconosciuta al ministro dell’Economia dall’articolo 56 del decreto 300 del 1999 (uno dei cosiddetti decreti Bas­sanini). Esso poteva essere delegato al viceministro Visco, come ha fatto Padoa-Schioppa (la contraria opinione di Tremonti e di Fini non è suffragata dalla legge che ha istituito la figura dei viceministri). Ma questo potere di direttiva del ministro (o del viceministro) non deve ledere l’autonomia organizzativa della Guardia di Finanza, espres­samente garantita dallo stesso articolo 56. Spetta dunque al Comandante generale confermare o trasferire i responsabili delle varie strutture interne del Corpo. Al mas­simo, il ministro può segnalare alla sua attenzione eventuali gravi ragioni che suggeriscano un trasferimento o un avvicendamento di alcuni tra essi, restando tuttavia al Comandante la piena libertà e responsabilità della decisione finale.

Siamo di fronte all’interpretazione della legge fatta dal “padre” della stessa legge e crediamo che, a questo punto, non occorra davvero aggiungere altro.

Per quanto vorrà ancora tacere il Pre­sidente della Repubblica che, secondo l’articolo 87 della Costituzione, è il capo delle Forze Armate e pre­siede il consiglio superiore di Difesa? Siamo di fronte a una situazione gravis­sima, uno sbrego istituzionale enorme e il Quirinale deve assolutamente richiamare la politica alle regole del gioco.

DA NON PERDERE. Sulla lettera del viceministro Visco al comandante della Gdf, consiglio la lettura del blog di Claudio Rinaldi: “Visco l’impiccione”.

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