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CASO VISCO/Una lettera inequivocabile di Visco e una lettera chiarissima di Bassanini. Puo ancora tacere il Quirinale?
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Questa è la lettera del marzo 2007 che il viceministro all’Economia Vincenzo Visco ha inviato al comandante generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale. Ecco il testo:

Signor Generale, ho ricevuto la Sua lettera in data di ieri, con la quale mi informa della designazione del Capo di Stato Maggiore e del Sottocapo di Stato Maggiore. Ne prendo atto. Devo per altro ribadire nell’occasione che eventuali ulteriori ipotesi di designazioni dovranno avvenire solo all’esito di un preventivo e approfondito confronto sulla motivazioni delle stesse con l’autorità politica, cosa che, anche in questa circostanza non è avvenuta.

Sul significato di questa lettera vi sono a questo punto pochi dubbi. Così come vi sono pochi dubbi sul modo in cui Visco esercitava la sua delega alla Guardia di Finanza.

Su questo punto, sull’autonomia delle Fiamme Gialle e delle Pubbliche Amministrazioni rispetto all’autorità politica, segnaliamo una lettera dell’ex ministro Bassanini pubblicata oggi su La Stampa. Ecco il passo che riguarda la vicenda Visco:

Il potere governativo di dare “direttive” alla Guardia di Finanza in materia di lotta all’evasione fiscale è riconosciuta al ministro dell’Economia dall’articolo 56 del decreto 300 del 1999 (uno dei cosiddetti decreti Bassanini). Esso poteva essere delegato al viceministro Visco, come ha fatto Padoa-Schioppa (la contraria opinione di Tremonti e di Fini non è suffragata dalla legge che ha istituito la figura dei viceministri). Ma questo potere di direttiva del ministro (o del viceministro) non deve ledere l’autonomia organizzativa della Guardia di Finanza, espressamente garantita dallo stesso articolo 56. Spetta dunque al Comandante generale confermare o trasferire i responsabili delle varie strutture interne del Corpo. Al massimo, il ministro può segnalare alla sua attenzione eventuali gravi ragioni che suggeriscano un trasferimento o un avvicendamento di alcuni tra essi, restando tuttavia al Comandante la piena libertà e responsabilità della decisione finale.

Siamo di fronte all’interpretazione della legge fatta dal “padre” della stessa legge e crediamo che, a questo punto, non occorra davvero aggiungere altro.

Per quanto vorrà ancora tacere il Presidente della Repubblica che, secondo l’articolo 87 della Costituzione, è il capo delle Forze Armate e presiede il consiglio superiore di Difesa? Siamo di fronte a una situazione gravissima, uno sbrego istituzionale enorme e il Quirinale deve assolutamente richiamare la politica alle regole del gioco.

DA NON PERDERE. Sulla lettera del viceministro Visco al comandante della Gdf, consiglio la lettura del blog di Claudio Rinaldi: “Visco l’impiccione”.

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