Archive for May, 2007

Bankitalia/Draghi, il meglio della classe dirigente di questo Paese

May 31 2007 Published by Mario Sechi under Italia

Draghi_5x7.jpgQuesti sono solo alcuni passi delle Considerazioni Finali del Governatore di Bankitalia, Mario Draghi, un vero civil servant, il meglio che la classe dirigente italiana possa esprimere oggi. Clicca qui per scaricare la relazione di Draghi in formato pdf. (Considerazioni Marginali, ma non troppo per la blogosfera: finalmente Bankitalia ha un sito internet all’altezza dell’Istituzione). Buona lettura.

Un sistema finanziario moderno non tollera commistioni tra politica e banche. La separazione sia netta: entrambe ne verranno rafforzate.

Il recente miglioramento dei conti pubblici è dovuto al forte aumento delle entrate; le stime del Governo indicano per quest’anno un ulteriore incremento della pres­sione fi scale. Il livello è più alto della media europea; è pros­simo ai mas­simi degli ultimi decenni. Fra i grandi paesi d’Europa solo la Francia ha una pres­sione fi scale più elevata. A causa del peso dell’evasione, che resta forte nonostante qualche primo segno di recupero di gettito, la differenza tra l’Italia e il resto d’Europa è maggiore se si guarda al pre­lievo sui contribuenti fi scalmente onesti. Le aliquote legali delle imposte che gravano tanto sul lavoro quanto sul capitale sono elevate: quella sul reddito delle società è inferiore solo all’aliquota in vigore in Germania, dove il governo ha recentemente annunciato un taglio di nove punti. Livello ecces­sivo del pre­lievo, variabilità e comples­sità delle regole fi scali scoraggiano l’investimento in capitale fi sico e umano; rendono più onerosa l’osservanza delle norme.

L’istruzione si conferma al primo posto fra i campi dove un cambiamento forte è neces­sario. La bassa collocazione del nostro sistema scolastico nelle graduatorie internazionali ha una caratterizzazione territoriale che merita attenzione. Al Sud i divari nei livelli di apprendimento sono signifi cativi già a partire dalla scuola primaria, tendono ad ampliarsi nei gradi succes­sivi: un quindicenne su cinque nel Mezzogiorno versa in una condizione di “povertà di conoscenze”, anti­camera della povertà economica. Il ritardo si amplia se si tiene conto dei più elevati tassi di abbandono scolastico. L’esistenza di un divario territoriale così marcato mostra che il problema non sta solo nelle regole, ma anche nella loro applicazione concreta.

La finanza ha dato un contributo fondamentale alla crescita economica degli ultimi anni: consentendo una mobilità dei capitali senza pre­cedenti e favorendone l’effi ciente allocazione; fi nanziando in modo ordinato squilibri che in altre epoche sarebbero stati dirompenti. L’innovazione fi nanziaria ha conferito liquidità ai mercati, ne ha ridotto la volatilità.

Uscita dal ristagno, l’economia italiana si espande a un ritmo che resta fra i più bassi dell’area dell’euro. Nella prima metà di questo decennio la produttività del lavoro è diminuita in tutti i settori, segnatamente nell’industria. I divari indicano un ritardo nell’adeguamento del sistema produttivo italiano ai mutamenti del contesto tecnologico e competitivo.

Il grado di concorrenza nel mercato interno dei servizi, pubblici e privati, influenza la crescita delle imprese che competono sul mercato internazionale: nei paesi in cui maggiori sono gli ostacoli legali o regolamentari alla concorrenza nell’offerta di servizi energetici, di telecomunicazione, di trasporto e profes­sionali, l’industria manifatturiera cresce di meno. Il nostro paese è stato fino a poco tempo fa, e in parte è tuttora, fra quelli con la regolamentazione più sfavorevole agli utenti. Nel settore energetico la liberalizzazione è stata fi nora esitante. Nonostante la dinamica contenuta degli ultimi anni, il prezzo dell’energia elettrica per usi industriali in Italia, al netto delle imposte, è ancora tra i più alti d’Europa, maggiore del 20 per cento circa rispetto alla media. Puntare sulle liberalizzazioni dei mercati dei servizi, come si è iniziato a fare, è essenziale per recuperare competitività e crescita. L’obiettivo va perseguito anche per le ricadute sul benes­sere dei consumatori, non da ultimo in termini distributivi. Nel 2005 il 20 per cento più povero della popolazione italiana spendeva in quei servizi e beni oggi coinvolti in iniziative di liberalizzazione oltre il 15 per cento del totale dei suoi consumi mensili: 140 euro su 940, la metà dei quali per consumi di energia in varie forme.

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PD COME PRODISMO/Eutanasia di un partito

May 30 2007 Published by Mario Sechi under Italia

grafico pd.gifIl Partito democratico figlio di Prodi è morto nella culla, soffocato dal suo stesso padre con le «lenzuolate» ricamate da Visco e Bersani. Il livello di allerta per Ds e Margherita passa da arancione a rosso e le soluzioni per tornare al verde pre­vedono una sola mossa: il commis­sariamento di Prodi.
Nes­suno nella maggioranza avrà il coraggio di dirlo ma il doppio ruolo del Profes­sore si è trasformato in una doppia sconfitta: del governo e del Partito democratico. Cancellando la propria identità e mettendo Prodi al volante della macchina organizzativa, i Ds si ritrovano di fronte a un rebus: non pos­sono tornare indietro sul Pd e non pos­sono neppure andare avanti in questo modo. Il para­dosso della Quercia è che deve liberarsi di Prodi, ma non può farne a meno perché è l’unico punto di sintesi tra i postcomunisti e l’ex sinistra dc.
La Margherita ha più spazi di manovra perché non ha rinunciato alla sua identità, per quanto flebile, e fa il gioco dell’Opa sulla leadership del Pd. Perciò Rutelli leva una voce critica sul prodismo. Ma lo scenario è quello di un incartamento generale, un pasticcio frutto di un’operazione oligarchica che gli elettori non digeriscono. Dopo il voto il Pd è un ectoplasma: rispetto alle politiche, alle amministrative perde un voto su tre. La sua nascita è stata salutata ingenuamente come la semplificazione del quadro politico, ma in realtà ha prodotto scis­sioni, dispersione di voti e nes­suna soluzione praticabile sul campo dell’arte di governo.
Si è evocata la crisi della politica laddove la crisi era ed è quella della maggioranza. Per la prima volta nella storia elettorale l’astensione ha colpito e affondato il centrosinistra. Ds, Margherita e la sinistra radicale non riescono a catturare né il voto in fuga degli elettori moderati né quello della classe operaia.
Gli italiani hanno di fronte un esecutivo che tende al dispotismo: blocca il Parlamento, governa per decreto, si fa dettare l’agenda dai sindacati (che rappresentano la minoranza dei lavoratori attivi), cerca di blandire Confindustria (che non rappresenta la maggioranza delle imprese), scavalca il potere legislativo con poteri oligarchici e irresponsabili (le Authority) e usa la leva finanziaria (le banche) per forzare le leggi del mercato.
Di fronte a questa rovina fumante, il centrodestra ha raccolto più voti di quanti potesse immaginare, riconquistato il suo elettorato, egemonizzato il Nord, posto una seria base per tornare a governare. Berlusconi si conferma leader carismatico e insostituibile e sull’onda di questo successo non c’è spazio e tempo per discus­sioni sull’eredità. È un capitale da non disperdere, il centrodestra infatti con questi risultati oggi avrebbe al Senato dai 15 ai 20 seggi in più. Di sicuro, in queste ore Forza Italia si interroga su come stringere i tempi, in ogni caso il punto debole del governo è il Senato e Prodi non cadrà in piazza, ma per la seconda e ultima volta a Palazzo Madama.

© Società Europea di Edizioni Spa — Il Giornale.

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FUNERAL DAY

May 29 2007 Published by Mario Sechi under Italia

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MEMORIAL DAY

May 28 2007 Published by Mario Sechi under War on Terror

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MORIRE A SDEROT (memento per il governo che teorizza “l’equivicinanza”)

May 27 2007 Published by Mario Sechi under Medio Oriente

Un altro mis­sile Qas­sam ha centrato la città israeliana di Sderot, al confine con la striscia di Gaza. Un ragazzo è morto, Oshri Oz, un tecnico di computer di 35 anni è rimasto vittima dell’ennesimo attacco alla città nel Neghev.Il mis­sile è esploso a pochi centimetri dall’auto del giovane, le schegge dell’esplosione hanno perforato la carrozzeria e l’hanno colpito a morte.

Oshri lascia una moglie incinta di sei mesi.
Non abbiamo udito il nostro governo prendere posizione oggi contro Israele, ma siamo certi che lo farà molto pre­sto, in nome della edificante teoria dell’equivicinanza che non perde occasione per condannare i raid di Israele e tace sulla pioggia di mis­sili Qas­sam che sta riducendo Sderot a una città fantasma.

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UCRAINA/Voto anticipato il 30 settembre. Si allontana (per ora) il pericolo di guerra civile

May 27 2007 Published by Mario Sechi under Europa

Accordo nella notte tra il pre­sidente ucraino Viktor Iushenko e il suo avversario politico, il primo ministro Viktor Ianukovic: saranno indette elezioni legislative anti­cipate per il 30 settembre. Si allontana, per ora, il pericolo di una guerra civile.

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UCRAINA VERSO IL CAOS/Truppe scelte in marcia verso Kiev

May 26 2007 Published by Mario Sechi under Europa, Russia

La situazione politica in Ucraina sta pre­cipitando: secondo l’agenzia russa Interfax migliaia di militari appartenenti alle truppe del ministero dell’Interno si stanno spostando sulla capitale Kiev. Alla loro testa, il comandante Aleksandr Kihzenko, fedelis­simo del pre­sidente ucraino Victor Yushenko, il quale contro la Costituzione, contro il pre­mier Yanukovich e contro il ministro dell’Interno Vayl Tsushko, ha prima licenziato il procuratore Piskun e poi avocato a sè tutti i poteri sul controllo delle truppe speciali. Una decisione già bocciata dalla Rada, il parlamento ucraino.

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