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Aug
26
Il presidente iraniano inaugura il reattore nucleare di Arak. Iran a un passo dalla bomba atomica
Filed Under Difesa e Intelligence, Medio Oriente
Il presidente iraniano Ahmadinejad ha inaugurato ha inaugurato l’impianto di produzione di acqua pesante del reattore nucleare di Arak, 165 km a sud-est di Baghdad.L’impianto potrà produrre plutonio.
L’Iran è a un passo dalla costruzione della bomba atomica e Ahmadinejad ha fatto sapere che è pronto a difendere il suo diritto di usare l’atomo “con la forza”.
Nel frattempo l’Iran prosegue i giochi di guerra con l’operazione “Fendente di Zolfaghar”. Nel corso dell’esercitazione ha sperimentato un nuovo missile terra-mare nelle acque del Golfo.
La potenza sciita cresce, l’Onu va a garantire il riarmo di Hezbollah, l’Iran è pronto a destabilizzare l’intera area con la forza nucleare, Israele è come non mai in pericolo, l’Occidente continua a stare a guardare le fauci del coccodrillo.
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7 Responses to “Il presidente iraniano inaugura il reattore nucleare di Arak. Iran a un passo dalla bomba atomica”
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I missili li hanno già. Ora bisogna solo cercare di capire quanto tempo impiegherà l’impianto a produrre una quantità sufficiente di plutonio per sapere quanto rimane per agire … dopo sarà troppo tardi.
la credibilità dei negoziatori ad ogni costo è pari solo alla loro pervicacia. Il destino dell’Iran è il jiad, la casta al potere non ha altro scopo. La Bomba, come la chiama Olimpo sul corriere, è una parte di un disegno più grande, paradossalmente neanche la tappa più pericolosa. Credo chew cinicamente i governanti di mezza europa lo abbiano messo in conto. Solo che allontanano quello che ne consegue incapaci, a mio parere, come sono di guardare agli uomini e ai popoli che vivono su questa terra.
Ps ho letto il pistolotto prodiano di Riotta sul Corriere on line, una ulteriore variante del multilateralismo o il cortocircuito delle anime belle, incredibile ma si afferma tutto e il suo contrario. forse mi sarà sfuggito qualcosa… chiedo aiuto
L’Iran fa cio’ che cercano di fare tutti, e cioe’ cerca di accrescere il proprio potere e la propria influenza nella regione. Se si pensa che negoziare non sia la strada giusta, si puo’ sapere cosa si propone in alternativa, in concreto? La guerra totale? Se si ritiene che coinvolgere la comunita’ internazionale non serva a niente, qual e’ l’alternativa? Che Israele riduca l’intero Libano in polvere? Che poi si passi ad annientare la Siria e poi l’Iran? La guerra totale? Immagino di no, perche’ in quel caso si’ che Israele (e non solo) sarebbero in pericolo! Tanto e’ vero che lo stesso Israele (e gli USA) si sono fermati di fronte a questa prospettiva e hanno richiesto l’intervento dell’ONU e dell’Europa. Sinceramente, non riesco proprio a capire qual e’ l’alternativa che si propone ai negoziati e all’intervento attivo (e con truppe) della comunita’ internazionale per la soluzione dei problemi del medio oriente.
Ehi Fausto, vedrai che come tutti i Riotta di questo mondo, tra dieci anni anche il Riotta del Corriere farà SUE le TUE parole. Solo che lui sarà direttore del Corriere e tu magari un poveraccio (scusa).
Oltre al suo c’era anche un articolo velenoso e irridente verso il centrodestra del mio compatriota veneto Gian Antonio Stella (non so se avete notato che dalla regione meno a sinistra d’Italia, l’establishment culturale adotti solo quelli che si accampano da quella parte), reo di criticare, anzi dileggiare l’attitudine facilona con cui Prodi e suoi hanno propugnato la missione, a suo dire simile a quella del centrodestra nel caso Irak. Fa finta di non vedere, lui come tanti altri, che sulla sentita necessità di un intervento sono quasi tutti d’accordo, e che le critiche si appuntano sulla sua ambiguità e pericolosa insufficienza.
Può essere invece che questa missione alla fin fine riesca effettivamente a stabilizzare in qualche maniera l’area libanese, ma per farlo dovremo assistere necessariamente ad una imprevista ma non imprevedibile escalation dell’intervento militare: per la sinistra l’eterogenesi dei fini e per l’Italia magari un governo di unità nazionale.
ASSISI - Piu’ di mille persone hanno partecipato alla marcia organizzata ad Assisi e dedicata alla pace e al Medio Oriente. Il corteo e’ stato aperto dallo striscione con la scritta “Forza Onu” e il portavoce della Tavola per la pace Flavio Lotti, ha detto: ”Siamo qui oggi per dire si’ alla missione in Libano da parte dell’ Italia, per promuovere una cultura della pace”.(Agr)
Questi qui proprio non si rendono conto che in Afghanistan, in Irak e in Libano si sta combattendo la stessa battaglia. Quanto scommettiamo che alla prima schioppettata cominceranno a dire che questa non è più la “loro missione”, che il mandato dell’ONU è stato “tradito”?
ma quale pace senza politica?
http://perdukistan.blogspot.com/2006/08/ma-quale-pace-senza-politica.html
Riuscirà la crisi economica iraniana di cui leggevo oggi a fermare/rallentare l’avventura nucleare?Oppure assisteremo a un’altra nordcorea (con gente che muore di fame e un regime che riesce ad assemblare forse una miniatomica)?