Sono molto soddisfatto. La politica italiana per la pace è ora una politica comune a tutta l’Europa. Ringrazio il Segretario Generale dell’ONU Kofi Annan per il lavoro compiuto. La pace nel Mediterraneo deve esser l’inizio di un grande progetto di sviluppo e di cooperazione. Sono grato al Ministro della difesa Parisi e al Ministro degli esteri D’Alema per la collaborazione costante che continuerà nei prossimi giorni per dare rapida realizzazione alle decisioni dell’Onu.

Chi parla si chiama Romano Prodi, è il presidente del Consiglio italiano e si dichiara soddisfatto per la decisione dell’Ue di inviare circa 7 mila soldati in Libano. Tutto bene? No, perchè francamente la missione Onu è avvolta non nel fumo ma nel nulla. Oggi il segretario generale delle Nazioni Unite da Bruxelles ha spiegato che “l’Onu non disarmerà Hezbollah”. La domanda è automatica: che ci vanno a fare i caschi blu nel Paese dei cedri? La risposta è altrettanto automatica: niente. Ma forse qualcosa faranno, i cachi blu garantiranno un rapido riarmo degli hezbollah. Bel risultato.

Comments

30 Responses to “LIBANO/L’Onu garantirà il riarmo di Hezbollah”

  1. Gabriella on August 25th, 2006 20:44

    Ho letto ieri il tuo pezzo e quello di Guzzanti. C’era qualcosa che davvero non mi quadrava: mancavano i cortei, le fiaccolate arcobaleno… che pure c’erano state “contro” altre missioni Onu.

  2. Mario Sechi on August 25th, 2006 21:00

    C’è in giro una tale ipocrisia che ormai mi viene solo da ridere. Non vedo l’ora di dare un’occhiata ai prossimi report sul riarmo di Hezbollah

  3. zamax on August 25th, 2006 21:43

    Prodi è soddisfatto, D’Alema pure, Madrid esprime compiacimento, Annan è ottimista, i media e perfino i pacifisti applaudono, Chirac dichiara addirittura: “Mon sentiment, c’est que le chiffre lancé au début de la réflexion de 15.000 soldats pour la Finul renforcée était un chiffre tout à fait à fait excessif “.
    Non è di solito così che comincia una tragedia?
    Evidentemente questo stato di leggera euforia è dovuto all’intima convinzione che ormai il più è fatto e la farsa confezionata ad uso e consumo dell’opinione pubblica può tranquillamente proseguire.
    Invece si mandano nel sud del Libano, teatro perfetto per incidenti e provocazioni d’ogni genere e dove si muovono troppi attori, in questo clima di generale faciloneria, dei soldati demotivati, che non sanno cosa fare, che non si sentono utili, perciò deconcentrati: una miscela esplosiva.

  4. Mario Sechi on August 25th, 2006 21:52

    Stanno finendo direttamente nelle fauci del coccodrillo. Purtroppo questa è l’Italia e questa è l’Europa. Israele è in pericolo come non mai. Prepariamoci al peggio.

  5. Eleonora on August 25th, 2006 23:13

    Domani ci sarà una marcia della pace, se non sbaglio in quel dell’umbria. Sfila anche l’ Ucoii. Soddisfatto lui, allora l’italia intera è soddisfatta pur sapendo che si va incontro al peggio.

  6. mario on August 25th, 2006 23:33

    Non condivido il pessimismo di questo post. Una presenza internazionale in medio oriente non puo’ che essere un fattore di stabilizzazione. Qual e’ l’alternativa? Lasciare che si scannino tra loro?

  7. Mario Sechi on August 26th, 2006 10:52

    E’ inutile mandare i caschi blu a fare le belle statuine. Qui non è questione di multilateralismo, europeismo, questa è roba che serve a fare gazzosa e basta. E noi la gazzosa non la beviamo. Caro Mario, tra qualche mese saremo punto e a capo. Con la leggera differenza che gli sciiti iraniani avranno anche la bomba atomica. Oggi Ahmadinejad ha inaugurato il reattore per produrre plutonio. Ma Prodi e gli europei come lui sono contenti. Auguri.
    A presto.

  8. umberto on August 26th, 2006 11:23

    Domani c’è quella maledetta marcia della Pace, ad Assisi. Io sono umbro, sto ad un tiro di schioppo da lì. Quando vedo che piangono per i morti libanesi, e non versano neanche una lacrima per gli israeliani. mi trattengo a fatica. Non so che fare. E’ la marcia dell’ipocrisia. In prima fila ci saranno i preti cattocomunisti, l’Azione Cattolica…
    Sono allergico a quell’ambiente.

  9. teo on August 26th, 2006 11:29

    Caro Sechi,
    ti sei dimenticato di dire che ha manifestato soddisfazione anche il governo israeliano (forse non è d’accordo che la missione serva ad armare hezbollah) e che il ministro degli esteri in visita in italia ha invitato l’opposizione italiana a non rompere i maroni con i soliti giochetti di cortile italiano (tu di qua io di là).Si dimostra come l’opposizione non sia capace di una propria linea politica ma solo in attesa di prendere ordini (bush, berlusca o chi capita).

  10. Mario Sechi on August 26th, 2006 12:02

    Caro Teo, la soddisfazione del governo israeliano è semplicemente una nota di diplomazia, non quello che sta succedendo a Gerusalemme. Gli americani a un certo punto non hanno più sostenuto il governo israeliano perchè ha sbagliato la campagna militare. L’esecutivo Olmert di fatto è in crisi, ha sbagliato la strategia della guerra e ora a Gerusalemme rilfettono sul da farsi.
    I fatti dicono che i caschi blu non disarmeranno Hezbollah (Annan docet) che lo schieramento al confine con la Siria probabilmente non ci sarà e così il riarmo di Hezbollah sarà automatico. Questa è la realtà non la retorica. Se tu vuoi credere alla seconda, sei libero di farlo. Quanto alle tue considerazioni su Bush etc., francamente, il tuo livello di analisi è semplicemente inadeguato.
    Ciao

  11. Wellington on August 26th, 2006 12:29

    Gli Israeliani hanno bisogno della forza di interposizione per ritirarsi dal Libano Meridionale prima di rimanerci impantanati a fare la guerrglia come l’altra volta. Il che causerebbe il colpo finale a Olmert da parte dell’opinione pubblica israeliana.

    I caschi blu sono troppo pochi, hanno solo il mandato per non fare niente (tranne che da scudi umani se si dovessero riaprire le ostilità), saranno armati in maniera (pare) leggera e il massimo che Chirac è riuscito a strappare all’ONU è il diritto dei comandanti sul campo di difendersi se attaccati invece di dover chiamare il palazzo di vetro e chiedere “possiamo rispondere al fuoco?”. Non che serva a qualcosa perchè nelle loro condizioni di inferiorità rispondere al fuoco da qualunque parte arrivi sarebbe un suicidio.

    E tutto questo passa per “pace”.

    In Occidente ormai siamo arrivati ai livelli massimi di ipocrisia (per alcuni) e di confusione mentale (per altri). A forza di urlare “Pace! Pace!” sempre e comunque l’occidentale medio non sa più nemmeno distinguerla dalla guerra. Il che mette chiunque (ma proprio chiunque) nella posizione di far passare la propria guerra per “pace”.

  12. Mario Sechi on August 26th, 2006 12:35

    Well: d’accordo. A questo punto però dobbiamo veramente chiederci cosa ci sia nell’agenda di Washington. Personalmente ho sostenuto che la priorità per la Casa Bianca è il contenimento di al Qaeda e della guerra asimmetrica sunnita (proiettata all’estero su obiettivi americani, inglesi e israeliani). Tuttavia, sul piatto c’è il problema sciita - che sta rivoluzionando gli equilibri in M.O e non solo - e la Bomba di Teheran. Credo che Israele sia in serissimo pericolo e l’Europa sia davvero in piena sindrome di Monaco.

  13. Wellington on August 26th, 2006 13:53

    Assolutamente d’accordo.

  14. dz on August 26th, 2006 16:07

    ciao mario, partendo dal presupposto che purtroppo condivido in buona parte la tua visione nera della situazione, vogliamo ipotizzare delle alternative?

  15. Mario Sechi on August 26th, 2006 16:19

    Dora: alternativa? Ne esiste solo una: impedire all’Iran l’uso del nucleare. E’ tema da consiglio di sicurezza dell’Onu. Pensare di cavarsela con le sanzioni economiche è pura Fantasilandia. Sul tavolo deve esserci anche l’uso della forza. Intendiamoci, anche questa via potrebbe portare alla guerra, ma una guerra preventiva convenzionale è preferibile a una guerra nucleare. O no?

  16. Mario Sechi on August 26th, 2006 16:23

    Dora: ti ho risposto sull’Iran, ma ti propongo uno scenario anche per Hezbollah. Disarmare con 15mila uomini con il mandato di autodifesa è irrealistico, mentre si può e deve assolutamente scongiurare il riarmo di Hezbollah. Non devono mai più avere i missili per minacciare Israele. Tieni presente, inoltre, che il loro arsenale è stato intaccato per solo un terzo del potenziale e dunque anche ora sono una minaccia reale. Il sistema di guida dei missili - di produzione iraniana - è facilissimo da ricostruire, non ci crederai, ma un semplice laptop e poco altro riescono a lanciare e guidare un Zezal 3 su Tel Aviv.

  17. dz on August 26th, 2006 17:31

    ok, disarmare hezbollah, ok, fermare l’iran. e quindi? come muoversi? guerra all’iran e guerra al libano? che ne facciamo dell’onu? in pensione? e gli altri paesi arabi staranno a guardare?

  18. Mario Sechi on August 26th, 2006 17:56

    Dora: Hezbollah non va disarmato (l’Onu al massimo può fornire “scudi umani” non serie operazioni di guerra) ma “prosciugato”, bisogna cioè impedire i rifornimenti di armi e tecnologia da parte della Siria e dell’Iran. Quanto a quest’ultimo, il sentiero è strettissimo: o rinuncia al nucleare (e non mi pare che ne abbia intenzione) o accetta un controllo strettissimo dell’Aiea (e anche qui mi pare siamo al caro amico) o la scelta pencola tra pesanti sanzioni economiche (storicamente inefficaci) e una guerra preventiva (il cui esito è tutto da definire). L’unica cosa che non si può fare è stare a guardare. Quanto ai Paesi arabi, un Iran così forte comincia a dar fastidio a tutti, Siria compresa.

  19. Perla on August 26th, 2006 19:00

    Io una visione ottimista sono riuscita a darla.

    E’ personale ma, dopo aver sentito una dichiarazione di Fiamma Nirhenstein, in fondo non mi pare troppo campata in aria.
    Insomma per me ha vinto Bush e la nuova diplomazia di Rice.
    :-)

    Ciao Mario Sechi.

    Perla

  20. mario on August 26th, 2006 22:37

    Dunque un’alternativa e’ fare una guerra preventiva all’Iran. Mi pare un’ipotesi fortemente irrealistica. Qui negli USA, dove vivo, oggi tutti, a destra e a sinistra, hanno il mal di pancia per i soldi spesi in Iraq. Con dubbi risultati, o per lo meno, con risultati che la maggior parte degli americani considera insoddisfacenti. In questo momento c’e’ poca voglia di rimettere mano al portafogli per altre guerre preventive. Inoltre, con tutta franchezza, ci vuole veramente molto ottimismo per pensare di poter mettere sotto controllo l’Iran, visto che non ci si e’ riusciti neppure con il ben piu’ debole Iraq. Infine, ti sei chiesto Mario Sechi cosa ne pensi Israele di una guerra preventiva all’Iran?

    PS: grazie per il dibattito serio e pacato, una rarita’ tra i vari blog che mi e’ capitato di bazzicare, perloppiu’ da spettatore, dove in genere prevale il clima da scazzottata!

  21. teo on August 27th, 2006 19:31

    Caro Sechi,
    la tua analisi mi conferma l’allargamento del buco d’ozono in particolare sopra la sardegna dove evidentemente il sole ha picchiato veramente duro questa estate.
    Qundi la tua proposta (con al solito migliaia di morti a corollario) è la guerra preventiva all’iran! ci manca di sapere però chi dovrebbe condurla, chi dovrebbe pagarla e soprattutto chi dovrebbe morirci.
    Mi pare che gli u.s.a. intesi come opinione pubblica oltre ad avere nessuna voglia non avrebbero a livello governativo e militare i mezzi ,se non a fronte di un più che imbarazzante ritiro dall’iraq. Bush e i suoi consiglieri hanno dimostrato di non saper vincere nè la guerra preventiva nè la pace postuma e infatti il grado di soddisfazione nei rispettivi confronti è ai minimi storici.
    Israele credo che debba ben guardarsi da giudizi e soprattutto consigli di come gestire una guerra da parte dei consiglieri politici della casa bianca.
    Il governo italiano attuale dalla conferenza di Roma in poi oltre ad aver dato un contributo reale al cessate il fuoco (lo so che nella tua visione pulp della regolamentazione dei rapporti internazionali non è un bel concetto da digerire), stà dando lezioni di diplomazia al mondo intero e perfino a Berlusconi, che non può che accodarsi con il suo voto in parlamento.
    bye

  22. Mario Sechi on August 27th, 2006 20:21

    Teo: a me pare che l’unico surriscaldato qui sia tu. Basta leggere l’incipit (chiamiamolo così) del tuo commento. Quanto al resto, basta aspettare qualche mese e vedremo che succede.

  23. teo on August 27th, 2006 22:34

    Sechi: quella che tu chiami incipit è solo un pò di ironia. cosa di cui evidentemente sei privo visto che non la riconosci.
    per il resto sei maestro del dribbling.
    bye

  24. Mario Sechi on August 28th, 2006 11:16

    Teo: il buco nell’ozono deve essersi spostato dalle tue parti perchè la risposta è peggio dell’esordio. Vedi, io sono paziente e ti ripeto: aspetta qualche mese e vedrai che se l’Iran non rinuncia al nucleare tra qualche anno bisognerà ridisegnare le carte geografiche.

  25. teo on August 28th, 2006 17:17

    Sechi: wow ti stai surriscaldando!
    allora guarda un pò più nel dettaglio della tua sfera di cristallo e rispondi alle mie domande:
    L’ipotetica guerra preventiva contro l’iran chi dovrebbe condurla, chi dovrebbe pagarla e soprattutto chi dovrebbe morirci?
    vai, illuminami con una tua tipica analisi pulp.
    attendo (non il solito dribbling del tipo chi vivrà vedrà )

  26. Mario Sechi on August 28th, 2006 17:33

    Caro Teo: tu sei il tipico esempio di persona con la quale non si può perdere tempo, perchè quest’ultimo è prezioso. La bibliografia sul tema è talmente ampia che non faticherai a trovare una risposta. Scusa, ma c’è Annan che sta parlando in diretta su Sky News e mi pare decisamente più interessante delle tue considerazioni.

  27. teo on August 28th, 2006 20:49

    Sechi: alle mie domande tu, dribblomane che sei ;-) tenti il passaggio a liberare ad un compagno di squadra fantomatico.
    Le bibliografie.
    Puoi citarmene qualcheduna? Per cortesia …. così… a tempo perso…
    Provvedo io a filtrare quelle dei falchi visionari della casa bianca e metterli in cantuccio di fianco a quelli di gino strada & co.
    Sai, trovo del tempo da perdere io. gran parte lo dedico ai blogs.

    Ricordo le domande sulla guerra preventiva contro l’iran.
    Posto che abbiamo trovato il nemico. Chi la decide e la combatte ?
    Con quali mezzi? ovvero. chi paga e segue dal teleschermo con commento di Sky news? chi ci muore sotto bambardamenti intelligenti - preventivi e autobombe feroci e successive?

    Dé, può rispondere chiunque,ma con comodo o con biblio.

    con simaptia

  28. Mario Sechi on August 28th, 2006 22:15

    Teo: sei veramente una sagoma. Quelli che tu chiami falchi di Washington (e quindi metti da parte sullo scaffale) non sono dei pazzi furiosi (cosa che tu ovviamente pensi). Ne ho conosciuto personalmente più di uno e pure qualche colomba. Ebbene, quando si parlava di Iran ti assicuro che anche alle colombe spuntavano gli artigli.
    Detto questo, personalmente credo che l’Iran sia un tassello di una strategia che dovrebbe essere quella di un confronto globale con il terrorismo. Se non si recidono le vene (finanziarie e militari) con Iran e Siria, il terrorismo non finirà ma si allargherà e potenzierà a dismisura. L’errore dell’amministrazione Bush è stato proprio quello di pensare all’Irak e all’Afghanistan come singoli episodi. In realtà dovevano essere tasselli di un mosaico più grande, di un regime change più ampio in tutta la regione. Questo non significa negare la via diplomatica, ma rafforzarla. Senza il timore di subire serie e gravi conseguenze, nessun Paese si siede al tavolo per firmare qualcosa.
    La tua domanda su chi farà la guerra ha una semplice risposta: chi si sente minacciato. E non occorre uno stratega per comprendere che la minaccia grava su Israele e Stati Uniti. I primi per prossimità geografica e i secondi perchè sono un bersaglio planetario.
    Attenzione: questo non significa che bisogna privilegiare la via del conflitto, ma avere ben chiaro che cosa sta succedendo. Far entrare l’Iran nel club atomico può anche essere una scelta, ma poi bisogna calcolarne le conseguenze. E ribadisco un concetto che a me pare importante: una guerra convenzionale è preferibile a una guerra nucleare. E con l’Iran i rischi di proliferazione sono altissimi. Non solo. Sono enormi anche i rischi di trasferimento della tecnologia nucleare. A meno che non si voglia negare che i missili a medio e lungo raggio del Partito di Dio erano di fabbricazione iraniana e allora ogni discussione è inutile.
    Quanto alle fonti di studio sul confronto Iran-Stati Uniti e le opzioni militari per impedire l’escalation nucleare del paese degli ayatollah, puoi cominciare consultando Parameters. Divertiti.

  29. teo on August 29th, 2006 16:49

    Sechi: ammazza, una scuola di guerra per militari Usa!
    non credo che siano colombe, comunque è naturale che giochino con i carrarmatini le fregatine, soldatini etc..
    Mi viene in mente una battuta o un detto (forse di Talleyrand) che hai citato anche tu qualche giorno fa : “la guerra è una cosa troppo seria per affidarla ai generali”
    Però non ho trovato una chiara previsione del numero di morti civili e militari che ci possiamo aspettare. Le consueguenze sulla (de)stabilizzazione della regione. Costi e tempi stimati.
    Ho visto che hai trovato del tempo, magari ci riesci meglio tu (il mio inglese non è un granché)

    sempre simpaticamente

  30. Mario Sechi on August 29th, 2006 17:40

    Teo: le simulazioni di guerra dalle mie parti le fanno i militari, non le orsoline. Ti posso assicurare che al National Strategic Gaming Center queste simulazioni sono state fatte e si continuano a fare. Hanno partecipato addirittura dei politici chiamati a prendere decisioni come se fosse realmente in corso una crisi con l’Iran. E si tratta di cose serie.

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