Mail furiosa di Tps contro Giavazzi e il Corsera. La lettera del ministro dell’Economia inviata a 92 persone

Aug 22 2006

Antefatto: l’economista Francesco Giavazzi scrive sul Corriere della Sera un articolo di fondo dove criticava il ministro dell’Economia Tomaso Padoa Schioppa che durante un dibattito a Cortina aveva detto pubblicamente “non voglio sentir parlare di tagli”.

Misfatto: il ministro dell’Economia invia al profes­sor Giavazzi e ad altre 92 persone una mail dove si lamenta del trattamento ricevuto e insinua che l’economista non sia affatto indipendente nei suoi giudizi. La mail doveva essere personale, ma se uno pensa di scrivere a 92 persone e non avere neppure uno spiffero… be’… non dovrebbe fare il ministro dell’Economia e occuparsi di fisco e pensioni ma andare lui in pensione. Così mentre Tps scrive mail agitando la durlindana, al Tesoro governa Vincenzo Visco.

Caro Francesco, se tu vi avessi assistito o ti fossi documentato (magari alla fonte), sapresti che anche nell’incontro con Montezemolo a Cortina, come tutte le volte che ho parlato o scritto in questi tre mesi, ho sostenuto la neces­sità di una forte correzione di bilancio compiuta soprattutto dal lato della spesa, riformando i quattro grandi comparti dai quali essa scaturisce: funzioni dello Stato centrale, rapporti finanziari tra questo e i governi locali, pre­videnza, sanità. Un’operazione ardua, non intrapresa da anni o decenni, di cui Luigi Spaventa o Tito Boeri sembrano comprendere la difficoltà, mentre tu continui a pre­sentarla ai tuoi lettori col leitmotiv della mancanza di “coraggio”. Vuoi non riforme, ma tagli, la parola tanto amata dalla demagogia del cambiamento facile come da quella dello status quo. Per compiacere un tipo di pubblico che conosco bene anche io, hai dunque commesso due falli gravi: hai alterato i fatti e pre­sentato una analisi superficiale. Capisco il bisogno del Corriere di riconquistare le copie perdute a favore del Giornale e di Libero, ma non che, nell’essere — forse involontariamente — partecipe di questa operazione, tu metta a repentaglio la tua reputazione di onestà intellettuale e di buon economista. Un saluto, ciò non ostante, cordiale”.

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