Mario Sechi, Il Giornale del 5 aprile 2006.

Dicono che il Cavaliere dia i numeri, mentre dall’altra parte c’è la serietà (non al governo). Dicono che ci sia una sbornia di cifre, ma a rileggersi il dibattito del duello tv è Romano Prodi a sembrare assai poco lucido.
È stato il Professore a introdurre la polemica etilica e da questa profonda riflessione prendiamo le mosse. A un certo punto del dibattito Prodi si avventura in una citazione: «Berlusconi si attacca alle cifre come gli ubriachi si attaccano ai lampioni». Il bignamino prodiano crede di pescare la citazione colta da G.B. Shaw, ma in realtà la frase è di Andrew Lang, scrittore scozzese del diciannovesimo secolo. L’accuratezza delle fonti letterarie lascia a desiderare, ma è sul pallottoliere che Prodi riesce a dare il meglio. Quando gli viene posta la semplice domanda su chi sia ricco e cosa sia la ricchezza, il candidato dell’Unione prima cerca di avventurarsi nel campo della matematica («noi abbiamo detto che definiamo ricco chi abbia almeno parecchi milioni di euro, quindi miliardi di lire») poi non potendo offrire di meglio si inerpica sui sentieri della metafisica («è ricco colui che è sereno e felice. Si tratta di un concetto interiore. Oltre un certo reddito la gente può essere più infelice»). Risultato: Prodi non sa indicare la soglia entro cui un cittadino italiano viene considerato ricco (e tassato) dal suo governo. Essendo decisamente arduo mettere gabelle sulla ricchezza interiore, è chiaro che Prodi (se va al governo) deve tassare qualcosa. Qui ci imbattiamo in una sola certezza: tornerà la tassa di successione. Il balzello sul caro estinto però resta indeterminato come l’eloquio prodiano. Un banco di nebbia avvolge la proposta. Prodi ha parlato «solo di grandi patrimoni». Quanto grandi? Non si sa? Quali patrimoni? Neppure. A dar retta al suo alleato Fausto Bertinotti ci si prepara a tassare un appartamento del valore di 180mila euro e - visti i valori di mercato degli immobili - una larga fetta di quell’82% degli italiani che possiede casa è autorizzato ad avere i brividi. Prodi invece ha cambiato idea almeno tre volte: prima ha detto che la soglia di 250mila euro era ragionevole, poi il suo quartier generale ha aggiornato la cifra a 500mila euro, l’altro ieri ha parlato di grandi patrimoni. Tutto chiaro no?
La confusione regna sovrana sui cieli dell’Unione, ma in fondo non c’è da stupirsi, perché il suo leader non sa neppure fare i conti in casa propria. Ecco un istruttivo dialogo in diretta tv tra Lucia Annunziata e il Professore. Si comincia proprio dalle mura domestiche: «Professor Prodi, lei ha una casa?». La memoria di Prodi qui funziona: «Sì, una a Bologna e una a Bruxelles più un nono di una casa di campagna». La giornalista si informa sul valore del patrimonio: «Quanto vale quella di Bologna?». La memoria di Prodi funziona ancora: «Be’, 600-650mila euro». L’Annunziata si fa curiosa: «Quanto paga di Ici?». La memoria di Prodi non funziona più: «Non lo so, se avessi saputo le avrei portato la bolletta…». Quale credibilità può avere un signore che non sa niente dell’Ici di casa propria ma vuol sapere tutto su quella che pagano gli italiani?
La stessa credibilità che ha quando la sua coalizione introduce il tema della tassazione di Bot, Cct e Btp e poi cerca di rimangiarsi tutto. La storia è da manuale dei fiaschi politici: si spiega che le nuove emissioni verranno tassate diversamente (e già si introduce un folle doppio regime), poi i risparmiatori cominciano a rumoreggiare e Prodi innesta la retromarcia: «È un obiettivo di lungo periodo». Nel duello tv sparisce anche il fattore tempo e il Professore bofonchia: «Tasseremo solo le plusvalenze». Come, quanto e quando resta un mistero. E infine veniamo all’ormai famigerato cuneo fiscale. Qui Prodi è fenomenale: riesce a dare i numeri e li sbaglia. «Con la riduzione di 5 punti del cuneo fiscale, ogni lavoratore avrà mediamente 600 euro in più all’anno in busta paga e un artigiano pagherà mediamente 12mila euro in meno di contributi all’anno». È così? No, perché Prodi non ha letto il sito di Enrico Letta (veritasse.net) dove l’enfant prodige della Margherita spiega che con il cuneo fiscale ci saranno «400 euro in più a fine anno per il singolo lavoratore e altrettanti per l’impresa». Siamo sicuri che il Professore non si sia attaccato al lampione?

Comments

9 Responses to “Ici, fisco, Bot, lavoro/Prodi, un uomo chiamato omissis”

  1. Arturo Paone on April 5th, 2006 11:27

    complimenti per la descrizione puntigliosa che ha avuto nel sottolkineare gli errori del Professore…..

  2. Arturo Paone on April 5th, 2006 11:30

    vogliamo parlare anche del caso IRI-sme-Parmalat e dell’interrogazione europarlamentare di amicizie con il KGB ? (quest’ultima fatta da un eruroparlamentare Inglese se non sbaglio )

  3. la Pravda on April 5th, 2006 16:46

    Vogliamo parlare dei soldi di Berlusconi, della Mafia, di Mangano e Dell’Utri, della P2… mi fermo perchè l’elenco sarebbe interminabile.

  4. Mario Sechi on April 5th, 2006 16:50

    Pravda: vogliamo parlare delle querele che ti becchi a scrivere questa serie di cose la cui consistenza processuale è tale per cui Berlusconi non ha subito una condanna?

    p.s. come tutti, sei benvenuto nel blog, ma le regole sono chiare: parla di fatti (provati) e rispetta le idee altrui. Si chiama liberalismo, non è difficile da imparare.

  5. raser on April 5th, 2006 18:02

    1. Prodi ha detto chiaramente durante il dibattito che saranno esclusi dalla tassa di successione imprese commerciali, industriali, agricole e prime case.
    2. Berlusconi ha continuato a non dire nulla circa le fonti di finanziamento per il suo programma
    3. Nella CdL la discussione interna pare consistere nel fatto che Berlusconi decide da solo ed espone le promesse estemporaneamente in TV, e gli alleati lo scoprono a fatto compiuto (Castelli a Radio24, tanto per citare la fonte)
    4. Non credo sia necessario conoscere a quanto ammonta la propria ICI per sapere che rappresenta il 20% almeno delle entaret di un Comune.

  6. la Pravda on April 5th, 2006 19:22

    Primo. Mio caro liberale questo deve valere anche per Prodi che non ha subito alcuna condanna per le cose che gli sono state quì indebitate e che tu non hai stigmatizzato;
    Secondo. Non ho fatto alcuna accusa mi sembra, ma ho toccato dei nervi scoperti. Che un certo Vittorio Mangano sia stato gradito ospite per molti anni in casa di B. credo sia un fatto non un’illazione. Che il suddetto Mangano sia stato un boss della mafia lo dice una sentenza (1998). Infine l’iscrizione alla P2 - tessera 1816 - penso sia un’altra realtà incontestabile.
    Come vedi parlo di fatti provati e potrei fornire una lista più lunga e dettagliata di altre questioni diciamo poco trasparenti. La minaccia di querela oltre che risibile é alquanto illiberale…

  7. max on April 5th, 2006 19:44

    chiose volte al rafforzamento probatorio del post:

    1) la fonte della citazione etilica è dubbia. si tratta, per quanto mi è dato capire, di una cosa rimbalzata un po’ di qua e un po’ là. pare ad ogni modo che compaia scritta nelle «confessioni di un pubblicitario» di david ogilvy, considerato l’inventore della pubblicità, circostanza che mi pare gustosa.
    ma, benché il buon oglivy sia stato prodi-go (come il suo mestiere non ci distoglie dal comprendere (gli spiriti fini non mancheranno di apprezzare il cerchiobottismo)) pur essendo, dicevo, fecondo di frasi da libro delle citazioni, dubito sia farina del suo sacco. come dice giustamente mario, la cosa dovrebbe risalire al XIX secolo. tra i candidati il citato andrew lang ma anche niente po’ po’ di meno che mark twain (già co-autore insieme a disraeli della celebre escalation «there are three kinds of lies: lies, damned lies, and statistics»*). personalmente propendo per quest’ultimo, visto che si tratta di statistiche (la citazione originale dice: «some use statistics the way a drunkard uses lamp posts … for support, not illumination.»**). in lizza c’è in realtà anche shaw, ma distanziato.

    2) prodi ha detto per l’esattezza che “un artigiano con 20 operai” avrebbe risparmiato 12000 €. (e questa è facile da verificare: http://www.media.rai.it/mpmedia/0,,News%5E3066,00.html ) il ché è coerente, se non con i 400 € di letta, almeno con i 600 € di lui medesimo.

    3) il sito di letta è http://www.veritasse.net e non .it (il link è ‘rotto’).

    * «esistono tre tipi di bugie: le bugie, le bugie grosse come una casa, e le statistiche»
    ** «alcuni (o anche: il tale o il talaltro, ndr) usano la statistica come un ubriaco usa il lampione… per aggrapparcisi, non per fare di luce»

  8. Mario Sechi on April 5th, 2006 19:56

    Max: grazie per la giusta correzione del dominio .net

    Per il resto non ci siamo. Tra 400 e 600 euro c’è - credimi - una bella differenza.

  9. max on April 6th, 2006 09:22

    ho detto il contrario?

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