Mario Sechi, Il Giornale dell’8 gennaio 2006.

Che tempo che fa? A giudicare dallo sguardo di Eugenio Scalfari mentre risponde alle domande di Fabio Fazio, il tempo è variabile, il cielo pieno di cumulo-nembi. Interrogato sui temi fondamentali del nostro tempo, Scalfari dispensa la sua lezione. Parla di atti «che sono l’anticamera di un reato» (e al Botteghino gli sguardi spiritati si sprecano), poi però corregge subito il tiro e risfodera il leitmotiv per cui si ricorda che in passato è stato un grande giornalista: il tema della diversità della sinistra e la sua intervista a Enrico Berlinguer del 1981. Sono trascorsi venticinque anni e Scalfari sostiene ancora che il popolo della sinistra «non è superiore, ma diverso» perché «è gente austera per necessità, che paga le tasse». La visione è scalfarianamente manichea e quindi va da sé che a destra non gliene importa niente dei politici coinvolti negli scandali finanziari. Snocciolando l’elenco dei personaggi sotto inchiesta gli scappa un Tajani di troppo, e si vede che quei venticinque anni sono trascorsi tutti, ma in fondo «ai vecchi si perdonano questi errori». Barbapapà affronta ogni problema dello scibile con l’aria di Mosè che scolpisce i comandamenti sulla pietra. Chiama l’applauso, intima alla Chiesa di occuparsi della questione morale e giura di non avere mai sentito un vescovo ricordare ai cattolici «di non mettere le mani nelle casse dello Stato», dà un pizzicotto al presidente della Camera Casini che, poverino, «non vuole sentir parlare della diversità» e ovviamente sbaglia. Strabuzza gli occhi di fronte al conduttore che confessa di leggere il Foglio («ah, lei lo legge?») poi precisa di leggerlo pure lui perché il grande giornalista deve «leggere tutto per ragioni professionali». Anche la stampa che fa «la mattanza nei confronti dei Ds». Raccomanda alla sinistra «di essere molto esperta dei soldi» (grazie, ci avevano già pensato da tempo), auspica modestamente la correzione del capitalismo e alza altissimo il suo lamento perché qualcuno - nonostante usi le parole e dunque pare anche l’intelletto - in fondo osa non considerarlo un intellettuale. Solo di fronte al mistero del presepe e della Natività confessa di non avere una risposta, ma non disperiamo di avere l’illuminazione finale. D’altronde, il principe Carlo Caracciolo in un’intervista all’Espresso disse del Fondatore: «Eugenio porta la testa come il Santissimo in processione». Amen.

Comments

14 Responses to “Scalfari e la questione morale/Il sermone del Fondatore”

  1. Phastidio on January 8th, 2006 16:09

    Scalfari è la perfetta sintesi del moralista antropologicamente superiore. L’unico elemento che lo differenzia dai politici professionisti di sinistra è che lui è convinto di essere king-maker e Guida Spirituale, una specie di Osho, insomma :-)

  2. m+ on January 8th, 2006 16:31

    complimenti mario: ha fatto barba e capelli a scalfari… (come si dice qui a Torino, non so se anche voi sardi lo usate…)

    devo ammettere che provoca compassoine: il tentativo di classificarela popolaizone italiana in due gruppi “antropologicamente” o addirittura “geneticamente” diversi è davvero penoso, ma e rende ridicolo lo stesso scalfari.

    Mi sembra un po’ una visione modernizzata dello scontro capitalismo-comumismo. I ricchi contro i poveri. Poi abbiamo scoperto che i poveri preferivano stare con i ricchi. E ora stiamo scoprendo che in fondo gli onesti non sono tanto onesti…

  3. Mario Sechi on January 8th, 2006 16:45

    Be’, con Scalfari si va a nozze. Non ho ancora avuto il coraggio di leggere la sua messa domenicale. Ma so che non lo leggono neppure a Repubblica. Complimenti a voi invece per le Spinelli Conditions e il Riotta riciclator.

  4. m+ on January 8th, 2006 17:01

    riotta ormai è un caso clinico: probabilmente non lo hanno avvertito del discreto successo dell’economist nel nostro paese.

    credo che spinelli sia invece al livello di scalfari: non solo smentisce quello che diceva un tempo, ma addirittura smentisce quello che scrive nello stesso articolo.astonishing…

  5. Mario Sechi on January 8th, 2006 17:05

    Diciamo che contano sul fatto che in questo Paese lo sport della lettura (in generale) è poco praticato. Poi solitamente cane non morde cane e quindi tutto passa in cavalleria. Solo che la blog revolution sta cambiando tutto.

  6. enzo on January 8th, 2006 17:34

    Diciamo pure che la visione che questo gentleman ha degli Italiani si puo’ riassumere cosi’: da un lato ci sono i “profani”, cioe’ gli ignoranti come me, quelli che non hanno capito niente della vita e credono addirittura in Dio, nella Chiesa e nella Famiglia. Dall’altra ci sono i “non-profani”, gli eletti, gli illuminati, quelli che guardano tutti dall’alto in basso, perche’ loro “sanno” … (e noi sappiamo benissimo cosa sanno!)
    Com’e’ bello andare a letto la sera sapendo di essere un “profano”.

  7. Patriarca on January 8th, 2006 17:55

    Fin da quando iniziai le superiori (10 anni fa) ho subito insulti perchè “fascista, berlusconiano, cattolico…”. Ormai ho finito anche l’università, ma la musica non cambia. Che non fossi peggio di loro, lo sapevo, però devo ammettere che le intercettazioni fassiniane un piacere sadico, quasi sessuale me lo hanno dato. Ma godo (si può scrivere?) ancora di più pensando al fegato marcio che si fanno Scalfari & compagni-dèi dell’olimpo della perfezione, scoprendo che anche tra loro ci sono dei “furbetti”.

  8. aa on January 8th, 2006 21:43

    grande mario!
    aa

  9. watergate2000 on January 9th, 2006 08:59

    Dovrebbero chiudere quel programma per abusò della credulità popolare.

    Un programma intitolato “Che tempo che fa” - si suppone - dovrebbe parlare di clima non di cazzate.

    Saluti.

  10. Mauro on January 9th, 2006 11:17

    Se solo ’sti comici la piantassero di voler fare gli opinionisti…
    Ofele’ fa il to’ meste’!
    La Litizzetto invece, che dovrebbe far ridere, fa piangere!

  11. Paolo della Sala on January 9th, 2006 12:00

    Il programma si intitolerebbe meglio “Rosso di sera bel tempo si spera”. Che persino le previsioni del tempo siano utilizzate come oppio dei popoli è il massimo del minimo, dai tempi di Stalin e della banda Bonnot.

  12. johnny winter on January 9th, 2006 14:10

    Vi ricordo che il programma si doveva chiamare Rosso di sera….
    dove i puntini stanno per Santoro si spera.
    Il che è tutto dire.
    Il moralismo della sinistra è una costante non solo degli illuminati ma di tutti gli adepti, si va dalle discussioni sui reality (poi tutti a lodar tette e culi di questa o quell’altra) ai moralismi sulla guerra (kosovo non docet…o meglio non c’è proprio mai stato, hanno rimosso), alle cooperative, al mercato equo, ai sindacalisti grandi lavoratori, ai poveri e oppressi Abdul delle abdul bomb, a tanto altro ancora.
    E’ un vero e proprio stile di criticismo….e criticismo da quel che ne so significa criticare un certo stile di vita-moda, ma non come moralismo che prevede seguire le regole giuste sulla base delle quali si critica.
    Prima di natale pareva carne…oggi la questione è pesce….saranno cambiate le opinioni dei politici di sinistra riguardo alle leggi adpersonam ed alla libertà da concedere ai giornalisti(sulla pubblicazione delle intercettazioni)-magistrati (e-o Grillo)? sembrerebbe proprio di si a sentir parlare (vedi confronto con il watergate).
    Ma d’altra parte chi si era abituato a usare il coltello dalla parte del manico (soprattutto qui in internet) per sminuire i vari telecom serbia, neofurbisti (Ferrara che ha avuto la colpa di non apprezzare volenterosi giudici che ricevevano regalini schierandosi a favore di altri politici), caso mitrokin, ecc…oggi scopre che col coltello ci si può anche ferire e si mostra corrucciato.
    L’unico problema è la gente….s’è stufata sicuramente d’andar a votare (anche perchè gli exployt tysoneschi in trasmissione rai dei “senza volto” rappresentino una giusta alternativa e invito a votare, eccetto per chi ne capisce poco di politica).

    Visti poi i vari accadimenti dei primi 3 giorni del 2006 (rapimento yemen che per i pacifinti italiani e/o disinformatori non è stato nemmeno degni di nota-post, rapimento lampo pacifista in palestina, gazprom…) + uccisione di crisitani in indonesia il 31-12non si può evitare di dire: Happy new year!

    Saluti

  13. Lontana on January 10th, 2006 05:32

    Quella di Barbapapà é sublime!
    Scalfari é insopportabile. Sono contenta di non essere più in Italia per non dover sentire tutte le prediche che ci hanno sempre fatto i moralisti “superiori” della sinistra.
    É talmente falso che crede di essere vero..

    Cari saluti
    Lontana

  14. Fort on January 10th, 2006 08:25

    “Solo di fronte al mistero del presepe e della Natività confessa di non avere una risposta,”
    Insomma gente, in ultima analisi, è un onesto: riconosce i suoi limiti. Come dire:
    -Che diamine, non sono mica il padreterno, sono solo un superuomo, non posso illuminarvi su tutto!!

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