E’ ancora presto per arrivare a delle conclusioni precise, ma gli analisti della comunità mondiale dei servizi segreti stanno raccogliendo i dati e lanciando le prime ipotesi. Stratfor, uno dei più importanti think tank di intelligence degli Stati Uniti ha già avviato un primo screening. Secondo il gruppo di analisti guidato da George Friedman le esplosioni di Londra sono ovviamente un bis dell’attacco del 7 luglio, ma solamente come fatto emulativo. Se il coordinamento temporale e i bersagli sono gli stessi (quattro esplosioni simultanee, metropolitana e bus), l’esplosivo a basso potenziale e il mancato successo dei terroristi fanno pensare a un gruppo locale di simpatizzanti di Al Qaeda. Si è parlato, nel day after l’attacco del 7 luglio, di una seconda cellula attiva in Gran Bretagna, ma il tipo di azione non sembra frutto di un gruppo ben guidato e preparato. Gli ordigni hanno funzionato solo nella fase di innesco, ma non sono esplosi. La fuga precipitosa e scomposta (le tracce lasciate sono numerose) è un ulteriore elemento che gioca a favore dei semi-dilettanti che si sono fatti la bomba in casa. Il quadro non è meno allarmante. Al Qaeda, infatti, ha cellule indipendenti in tutta Europa, lavora come un ragno e tesse una rete che cerca di catturare la simpatia di altri potenziali terroristi.

Una domanda: di fronte a una strategia così raffinata e al proliferare della minaccia in qualità e quantità, per quanto tempo l’Europa continuerà ad essere colpevolmente immobile?

Comments

4 Responses to “+++URGENT+++ Non Al Qaeda, ma i suoi simpatizzanti”

  1. watergate2000 on July 21st, 2005 20:38

    La domanda finale riassume tutto.
    Va tanto di moda la colpa dell’Occidente, che sarebbe la ragione del proliferare dell’odio del sud del mondo secondo alcuni benpensanti. Ebbene, l’unica colpa dell’Occidente è invece quella di essere diviso e immobile. Colpevolmente diviso per ragioni di bottega e per un antimericanismo in stile De Gaulle, seguito in maniera ridicola dalla nostra sinistra, fino a formare un labile “fronte interno” di cui forse non sembrano nemmeno rendersi conto, a causa dei continui distinguo sulla lotta al terrorismo.

    Ti ringrazio per il link, un saluto.

  2. Armando on July 22nd, 2005 08:41

    A proposito di De Gaulle, da qualche parte ho letto che era antiamericano nei momenti di “pace”, e filoamericano nei momenti di “guerra”, di grave pericolo.
    In questo frangente ci caratterizza sia l’incapacità di percepire il pericolo, sia la presunzione di poterlo affrontare senza gli Stati Uniti.
    Anzi si dice che LA SOLUZIONE è prendere le distanze dagli USA.
    Sono assolutamente convinto che tutto questo sia aggravato dal Processo di Unificazione, che ha sempre avuto l’ambizione di creare un’entità (ma io direi un vero stato) alternativa e antagonista all’America.

  3. Mario Sechi on July 22nd, 2005 09:25

    Il dibattito su De Gaulle è molto interessante. Per chi volesse approfondire il tema, consiglio un libro molto importante scritto da Gaetano Quagliariello per il Mulino. Non saprei dire cosa avrebbe fatto oggi De Gaulle, sono però abbastanza convinto che mai e poi mai avrebbe ceduto alla strategia dell’appeasement che nasconde l’incertezza e la paura. Non solo, penso anche che la sua idea di Francia militarmente autonoma derivasse non solo dall’idea antica della grandeur, ma soprattutto da una certa sfiducia nei progressivi destini del Vecchio Continente. Il suo rapporto con l’America era certo dialettico, ma penso che il Generale oggi non avrebbe avuto dubbi sul con chi stare e sul cosa fare. Il problema è un altro: di De Gaulle in Europa non c’è ombra.

  4. steppenwolf on July 22nd, 2005 14:53

    Bel post!
    Posso citarlo su RadioAlzoZero.net nella trasmissione di oggi?
    Grazie, ciao,
    Valerio
    http://www.steppenwolf.it
    redazione@radioalzozero.net

Leave a Reply